Con l’ennesima, prodigiosa rimonta stagionale la Dinamo Sassari espugna il Pala Bigi (73-75), in gara 7 di queste memorabili finali basket 2015, e si aggiudica il primo scudetto della sua storia, completando un triplete da urlo con la Supercoppa e la Coppa Italia messe in bacheca durante questa annata da pazzi. Gloria per Meo Sacchetti, che non aveva mai agguantato il tricolore nemmeno da giocatore, gloria per il progetto del presidente Sardara, che ha trascinato in soli cinque anni il suo club dalla Lega 2 al trono d’Italia, gloria per Dyson, che entra nella leggenda dello sport sardo con gli otto punti finali che hanno lanciato i suoi verso il tripudio; ma gloria anche per Reggio Emilia, che si è arresa alla fine, ma solo alla fine, nonostante le menomazioni di alcuni campioni (Lavrinovic e Diener su tutti). I rimpianti ci saranno, eccome se ci saranno, perché la Grissin Bon ha probabilmente giocato una serie migliore del Banco di Sardegna, dominando le prime due gare e gettando al vento la vittoria in almeno altre due, gara 7 compresa; ma l’orgoglio di essere giunti a un millimetro dall’imponderabile non lo cancellerà nessuno.

Sassari ha vinto perché, ancora una volta, ha dimostrato di avere cuore e palle sconfinate nel momento decisivo. Non è affatto un caso che i sardi, così come avevano fatto in gara 7 di semifinale contro Milano, siano riusciti a riprendere una partita che sembrava praticamente chiusa dopo il primo quarto, terminato con la squadra di Menetti avanti di ben 17 punti. Un break mostruoso (18-4) ha riportato sotto il Banco di Sardegna già nel secondo parziale, e da lì è stato un infinito tira-e-molla, con Cinciarini e compagni, condotti da uno straordinario Polonara, sempre avanti, talvolta capaci anche di allungare fino alla doppia cifra, ma mai in grado di spacciare l’avversario. Come nel quarto periodo, quando per ben due volte Reggio vola prima sul +7 (coi quattro liberi di Polonara susseguenti a un fallo tecnico ridicolo fischiato a Sosa), e poi, dopo la rimontona firmata Logan, ancora sul +8 con quella tripla di Diener a 5′ dalla fine che sembrava aver definitivamente indirizzato la partita. Ma non è stato così, perché le individualità di Sassari, con due clutch player come Logan e Dyson, alla fine riescono sempre a far la differenza. L’ex Panathinaikos e Maccabi firma il 5-0 con cui la Dinamo aggancia Reggio sul 67 pari, poi entra in scena Dyson: otto punti di fila, tra cui i due liberi a 10” che valgono lo scudetto. Sanders MVP, Vanuzzo alza la coppa, Reggio si arrende, battuta ma non sconfitta. Ma il cielo è per Sassari.