Non è stata una partita di quelle eccelse, diciamolo chiaramente. Ma quale finale lo è? Ve la ricordate Germania-Argentina di Italia ’90 che palle che fu? E’ normale, dai, c’è tensione. Ma anche qui, allo Juventus Stadium, di cose buone ce ne sono state eccome: grinta, determinazione, voglia di vincere e paura di perdere. E poi uno stadio intero a sostenere questa o quella squadra. Alla fine l’Europa League l’hanno vinta entrambe, Siviglia e Benfica, anche se alla fine il trofeo è finito nella bacheca dei lusitani.

Ma quello che maggiormente mi ha colpito è stato tale Rodrigo José Lima dos Santos, noto come Lima. Ragazzotto nato a Monte Alegre l’11 maggio 1983, calciatore brasiliano di professione attaccante del Benfica. E’ stato lui, per me, il giocatore più rappresentativo di questa gara: si è dato da fare, ha sgomitato in area ed è andato vicino al gol in diverse occasioni. E pensare che per lui, la gloria, è arrivata solo ora, all’alba dei 31 anni. Già, perché prima di oggi aveva conquistato soltanto un Campionato Paraense (col Paysandu: 2005), uno portoghese (Benfica: 2013-2014), una Taça da Liga (Benfica: 2013-2014) e un titolo di capocannoniere della Primeira Liga (2011-2012, 20 gol). Non di certo traguardi di spessore.