La Juventus per entrare nella storia, il Milan per entrare in Europa e salvare una stagione davvero terribile in termini di risultati. E magari alzare anche il ventinovesimo trofeo dell’era Berlusconi.
Milan-Juventus in finale e subito viene in mente quella notte di maggio, nel 2003, quando le due squadre erano in finale di Champions League e il mondo guardava ancora con un certo fascino al nostro calcio.

La finale di Coppa Italia di stasera non avrà il prestigio della coppa dalle grandi orecchie, ma ha comunque una sua importanza: la Juventus, alzandola, metterebbe un punto esclamativo all’ennesima stagione da protagonista in Italia (un po’ meno in Europa, dove comunque è uscita a testa alta), certificando il proprio dominio sul nostro calcio conquistando la seconda doppietta consecutiva scudetto/coppa. Ieri in conferenza stampa Chiellini ha parlato di questa sfida, della possibilità di scrivere altre pagine importanti con la maglia bianconera: «Noi la storia la stiamo scrivendo giorno dopo giorno, conta solo pensare al presente e al futuro. Ho la fortuna di giocare per una società che questo, pensare al futuro, lo sta facendo e anche bene. Noi dovremmo avere più motivazioni, perché noi siamo a un passo dalla storia, loro al massimo vanno in Europa».

Per il Milan, infatti, sarebbe una sorta di antidolorifico, un modo per dimenticare – seppur parzialmente – le amarezze di una stagione iniziata con Mihajlovic e finita con Brocchi su una panchina che proprio non riesce a trovare pace. L’allenatore rossonero è chiamato a salvare non solo la stagione, ma anche il suo futuro: qualora dovesse alzare al cielo la Coppa Italia, avrebbe sicuramente qualche chance in più per ottenere una conferma che al momento appare piuttosto lontana.

Brocchi non vuole mollare la panchina del Milan, vuole dimostrare di essere un allenatore vero e farà di tutto per vincere quella che al momento – basandoci ovviamente solo sull’andamento del campionato – sembra essere per i suoi una sfida davvero proibitiva. Il tecnico rossonero ieri ha così analizzato la partita: «Tutte le squadre hanno dei difetti. Quelle forti sono quelle che ne hanno di meno e che hanno grande ferocia. La Juve li ha, con una mentalità vincente ha saputo ribaltare un inizio di stagione non facile. Ma se lotti, puoi arrivare a vincere. Devo avere la lucidità di capire quali saranno, in partita, i momenti decisivi per frappormi ad un allenatore bravo e preparato come Allegri».

Nella finale di stasera sarà in qualche modo coinvolto anche il Sassuolo, che si ritroverà a tifare Juventus come mai prima d’ora: qualora fossero i bianconeri a vincere la Coppa, la squadra di Di Francesco si ritroverebbe ai preliminari di Europa League in virtù del sesto posto conquistato in campionato. Se invece dovesse essere il Milan ad aggiudicarsi il trofeo, allora sarebbero i rossoneri ad accedere all’Europa League e per il Sassuolo sfumerebbe la possibilità di confrontarsi con il torneo continentale. §
Una finale a tre, che dunque diventa sempre più appassionante.

MILAN (4-3-3): Donnarumma; Calabria, Zapata, Romagnoli, De Sciglio; Kucka, Montolivo, Poli; Honda, Bacca, Bonaventura. All. Brocchi.

JUVENTUS (3-5-2): Neto; Rugani, Barzagli, Chiellini; Lichtsteiner, Lemina, Hernanes, Pogba, Evra; Mandzukic, Dybala. All. Allegri.