Volano i coltelli in casa Roma, e questa volta non parliamo della follia dei tifosi (che comunque non è mancata). La sconfitta nella finale di Coppa Italia per mano della Lazio rappresenta infatti la pietra tombale di una stagione nata con tutt’altre aspettative e naufragata come quella sciagurata dello scorso anno, o forse anche peggio: zero titoli, ma anche zero coppe per il prossimo anno, e soprattutto zero prospettive per il futuro. Non su queste basi, perlomeno.

Lo scontro tra Osvaldo e Andreazzoli, con l’oriundo che impreca per l’esclusione contro il tecnico ad interim e quest’ultimo che gli dà del frignone, è solo l’ultimo capitolo di un anno vissuto al limite dell’esaurimento nervoso, tra scelte bislacche (Zeman in panchina), divorzi necessari (sempre il boemo), lunghi e logoranti addii (quello di De Rossi) e liti più o meno clamorose, con Osvaldo spesso tra i protagonisti, e qualche rara gioia, come sempre legata al nome di Totti. Quel che fa più male è che la Roma ha un organico tra i più ricchi del nostro campionato, con prospetti di assoluto livello come Marquinhos, Lamela, Pjanic, Florenzi, Destro. Qualche responsabilità, evidentemente, deve avercela chi ha ricevuto dalla proprietà americana l’incarico di compiere le scelte che contano. Con grande onestà, Franco Baldini (foto by InfoPhoto) ha ammesso il proprio fallimento, sottolineando comunque che “il progetto va avanti”. Con o senza di lui, con Allegri o con un altro tecnico? Al momento non è dato di saperlo.