Anche Roger Federer, finalmente, entra nell’albo d’oro della prestigiosa Insalatiera d’Argento.

Svizzera nella storia, dunque, con la sua prima Coppa Davis. Federer è ufficialmente leggenda. Il team rossocrociato ha chiuso per 3-1 la finale di Lille contro la Francia andata in scena sulla terra rossa dello stadio Pierre Mauroy della città francese . Il punto decisivo lo ha conquistato Roger Federer che ha battuto per 6-4, 6-2, 6-2 Richard Gasquet, schierato dal capitano dei “bleu” Arnaud Clement al posto di Jo-Wilfried Tsonga, sofferente per un problema al gomito. Gioiscono capitan Severin Luthi, Stanislas Wawrinka e tutta la squadra insieme a una nazione intera abbraccia virtualmente il suo fuoriclasse, che a 33 anni più di tutti voleva l’unico trofeo (insieme alla medaglia olimpica di singolare) che mancava nel suo straordinario palmares. E tra spettacolari fuochi pirotecnici (magari preparati però per festeggiare qualcun altro …) la Svizzera diventa la quattordicesima nazione nella storia della manifestazione a conquistare il trofeo più antico di questo sport.

FEDERER b. GASQUET – Alzi la mano chi pensava che potesse finire diversamente. Roger aveva vinto 12 dei 14 precedenti: ok, sul rosso la situazione era in parità, ma la suspance dura solo pochi scambi. Break Svizzera al terzo gioco con il diritto di Federer che si stampa sull’ultimo segmento possibile di linea. Roger facile sui suoi turni di servizio, Richard fa invece una fatica da matti: nel nono gioco il francese annulla tre set-point ma nel game successivo lo svizzero non fa sconti e tenendo la battuta a ero archivia il primo parziale per 6-4. Gasquet accusa il colpo ed in avvio di secondo parziale offre subito due palle-break: sulla prima Federer caccia in rete la risposta ma la seconda è quella buona. Dalle tribune si sente oramai solo il tifo dei supporter svizzeri che cominciano a pregustare il trionfo. Neanche a dire che Richard giochi male: il problema è che Roger gioca troppo bene. Nel settimo game lo svizzero da un altro colpo sull’acceleratore e si procura un secondo break (almeno due risposte in giocabili) e poco dopo archivia anche il secondo set (6-2), lasciando ammutolito il pubblico di casa. In avvio di terzo set Gasquet tiene un turno di servizio (salvando quattro break-point) fondamentale per non uscire definitivamente dal match. Federer concede qualcosa, ma non basta: nel quinto gioco strappa la battuta al francese e vola via fino al 6-2 definitivo, siglato da un drop shot vincente di rovescio prima di sdraiarsi felice sul campo. E piangere di felicità.

GIOIA SVIZZERA – Per il team rossocrociato primo, storico trionfo. Per la Svizzera si trattava solo della seconda finale della storia dopo quella raggiunta nel 1992 quando Marc Rosset e Jakob Lasek furono battuti per 3-1 a Fort Worth, in Texas, dal dream team a stelle e strisce (Andre Agassi, Pete Sampras, Jim Courier e John McEnroe). Alla vigilia si pensava che questa avrebbe potito essere la volta buona: non è certo roba da tutti i giorni per la Svizzera poter schierare ben due top-five. Un’occasione ghiottissima che King Roger non si è lasciato sfuggire. Aveva perfino rinunciato a giocare la finale del Masters a Londra contro Djokovic, avendo accusato un risentimento alla schiena e preferendo non rischiare. Il fuoriclasse di Basilea in singolare ora vanta un record di 38 vittorie contro 8 sconfitte (è il giocatore più vincente in singolare – e non potrebbe essere altrimenti – nella storia del suo Paese).

RISULTATI
venerdì
Stanislas Wawrinka (SUI) b. Jo-Wilfried Tsonga (FRA) 6-1, 3-6, 6-3, 6-2
Gael Monfils (FRA) b. Roger Federer (SUI) 6-1, 6-4, 6-3

sabato
Roger Federer/Stanislas Wawrinka (SUI) b. Julien Benneteau/Richard Gasquet (FRA) 6-3, 7-5, 6-4

domenica
Roger Federer (SUI) b. Richard Gasquet (FRA) 6-2, 6-4, 6-2