Grazie a una rete di Arjen Robben, quando mancava meno di un minuto alla conclusione del match, il Bayern Monaco ha battuto per 2-1 il Borussia Dortmund al termine di una finale memorabile (di Mandzukic e Gundogan le altre reti, sempre nella ripresa) e sale sul trono europeo per la quinta volta nella sua storia. Vince la squadra più forte, stasera come nel resto della stagione, anche se va dato atto alla formidabile truppa di Klopp di averci fatto a lungo credere che fosse vero il contrario. E questo è un merito non da poco.

Dopo la splendida coreografia, il Borussia Dortmund mostra subito anche il suo piano-partita: 4-4-2 a maglie strettissime, con Lewandowski e Reus di punta, e pressing soffocante su centrali di difesa e centrocampo del Bayern, per sterilizzare in partenza la manovra dei bavaresi e al contempo tagliare fuori dal gioco Ribery e Robben. La strategia di Klopp funziona, perché per i primi 25 minuti in campo ci sono solo maglie giallonere e Neuer è costretto a due deviazioni in corner su Lewa e Reus, e soprattutto a un ottimo intervento di stinco su conclusione ravvicinata di Błaszczykowski. Il perché Klopp abbia inteso tener il più lontano possibile il Bayern dai propri difensori lo si capisce dopo che i campioni di Germania si fanno vedere per la prima volta dalle parti di Weidenfeller (cross di Ribery e colpo di testa di Mandzukic, con palla che accarezza la traversa): da quel momento, infatti, i bavaresi prendono coraggio, alzano il baricentro e la difesa di Klopp inizia a traballare come una canadese al vento. Esprimendosi a livelli lontani anni luce da quelli raggiunti contro Juventus e Barcellona, da lì in avanti il Bayern Monaco costruisce almeno altre tre occasioni clamorose; purtroppo per loro, tutte finite sui piedi tremebondi di Robben, uno (fino a stasera) abituato a tradire nel momento più importante. Imperdonabile, in particolare, il pallone sparacchiato in faccia a Weidenfeller, dopo che il solito Hummels gli aveva goffamente spalancato la strada verso la porta.

La sensazione che ci accompagna all’intervallo, insieme al fischio di Rizzoli, è che l’occasione del Borussia sia arrivata e scappata via nella prima mezz’ora; sensazione che trova conferma nella ripresa, con un Bayern che riprende da dove aveva finito. Il copione si è ribaltato e adesso la partita la fanno i bavaresi. E quando, al 14’, i due peggiori in campo fino a quel momento, Ribery e Robben, confezionano la splendida triangolazione che consente a Mandzukic il facile appoggio a porta sguarnita, sembra che la Coppa si sia definitivamente incanalata verso Monaco. Solo una fesseria di Dante, che abbatte in piena area Reus (il migliore dei suoi) con un colpo di kung-fu, tiene in corsa il Borussia: dal dischetto Gundogan fa 1-1. Ma è un fuoco di paglia, il Bayern continua a premere sull’acceleratore e il Borussia si accartoccia gradualmente come una lattina. Robben, sciagurato nella prima frazione, si trasforma in una delizia. Muller sbaglia due gol fatti, Weidenfeller si supera su Alaba e Schweinsteiger. I gialloneri sbandano paurosamente e a 1’ dal termine crollano al tappeto: Robben s’infila tra Subotic e Hummels e con una carezza mancina supera Weidenfeller (foto by InfoPhoto). È il gol che regala al Bayern Monaco la quinta coppa della sua storia, a 12 anni dall’ultima, e che cancella una volta per tutte la maledizione dell’Olandese Perdente. Baviera in festa.