Metti una sera a Wembley. Ti ritrovi lì, nel salottino inglese del calcio. Quello dove passi la serata della vita. Invitato alla festa di gente che non conosci. Borussia Dortmund da una parte e Bayern Monaco dall’altra. E tu spettatore inerme, italiano nella Londra tutta teutonica per qualche ora. A me che mi frega di chi vince? Tifo per i gialloneri, ma so che alla fine vinceranno i bavaresi. Perché il calcio un Dio ce l’ha. E non può regalare la terza finale persa in quattro anni alla squadra venuta dalla Baviera. (foto by Silvio De Rossi)

E finisce così. Vince il Bayern Monaco per 2-1. Quando ormai pensi che i supplementari siano cosa fatta arriva il gol di quel balordo di Arjen Robben. Lui è un tipo strano (anche Paolo Cola è d’accordo). Corre tutto storto, mette la maglia di una taglia più piccola della sua e sembra sempre sull’orlo di una crisi di pianto. Corre come un pazzo e tocca il pallone cinquanta volte al secondo. Una pallina impazzita tra le maglie avversarie. Il campo sembra il suo flipper. Ma lui non segna mai. Arriva sempre a un attimo dall’esultare, ma gli resta sempre l’urlo strozzato in gola.

Essere Arjen Robben è proprio questo. Essere un fuoriclasse con una macchia sulla camicia. Una di quelle che ti rovina la festa. Perché quella camicia l’avevi messa per fare colpo. E adesso la patacca di sugo di fa sembrare solo lo scemo del villaggio. Essere Arjen Robben non deve essere facile. Vai in finale ai Mondiali, ti mangi un paio di gol e osservi le Furie Rosse fotterti una Coppa del Mondo che vedevi già dipinta di orange. Becchi l’Inter di Mourinho e resti ai piedi di un Triplete incredibile. Sfidi a casa tua un Chelsea senza lode e alla fine guardi Drogba volare via in Cina con la Coppa dalle grandi orecchie.

Poi arriva la notte di Wembley. Essere Arjen Robben significa mangiarsi ancora un paio di gol. Come sempre. “Questo non segna mai” dico io. Se lo dice anche lui, ne sono sicuro. Ma questa volta Arjen Robben non vuole essere Arjen Robben. Almeno non quello che conosciamo tutti. Così manda in gol Mandzukic e poi segna il gol vittoria a una manciata di secondi dalla fine. Dortmund con le lacrime agli occhi e Bayern in paradiso. Questa volta essere Arjen Robben è proprio figo. Altro non so pensare. Auf Wiedersehen.

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