Una sola finale vinta sulle ultime sei disputate. E ben cinque perse in cui in almeno quattro era la gran favorita. Non è un gran biglietto da visita, dal punto di vista della cabala, quello con cui il Bayern Monaco si presenta alla finalissima di Champions League, in programma questa sera a Wembley.

Se si esclude il nettissimo tris con cui (tra il il 1974 e il 1976) ha inaugurato la loro serie di successi (4 su 9 finali disputate), il Bayern ha spesso fallito l’appuntamento decisivo in una finale in cui il pronostico la dava per vincente. Stavolta poi ha dalla sua l’aver disintegrato il Barcellona stellare di Messi.

E’ capitato nel 1982 a Rotterdam quando in pochi avrebbero scommesso sul piccolo Aston Villa di Peter Withe e il sortilegio si è ripetuto nel 1987 al Prater di Vienna quando ad aver la meglio sui biancorossi fu il Porto dell’algerino Madjer e degli “scarti” Juary ed Eloi.

Nel 1999, a Barcellona, pur arrivando alla vigilia con un 50 per cento di probabilità di vittoria, la corazzata tedesca ha gettato alle ortiche il successo, facendosi rimontare nei minuti finali dal Manchester United di Sheringham e Solskjær.

Nel 2001 è arrivata la risicata vittoria ai rigori del Meazza di Milano, 5-4 con il Valencia, vicinissimo a vincere la coppa da squadra “non campione”.

Ed ancora, nel 2010, non era certo l’Inter di Mourinho la favorita, per non parlare del 2012, quando addirittura è stata sprecata l’opportunità di vincere tra le mura amiche dell’Olympiastadion, contro il Chelsea.

Molto più semplice la cabala del Borussia Dortmund: una sola finale, nel 1997 contro la Juventus e una vittoria da sfavorita.

Ultimo dato interessante: se vincesse il Bayern, sarebbe la nona squadra “non campione” dopo Nottingham Forest 1980 (secondo l’anno prima in Inghilterra, ma ammesso alla Coppa Campioni da detentore), Manchester United 1999 (secondo), Real Madrid 2000 (seconda), Milan 2002 (quarto), Liverpool 2005 (quarta), Milan 2006 (terzo), Barcellona 2009 (terza) e Chelsea 2012 (secondo).

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