Venerdì prende il via la Final Eight della Coppa Italia 2016 di basket e Reggio Emilia ci arriva da prima della classe.

La formazione di Max Menetti ha chiuso la Regular Season al primo posto e, sulla carta, ha tutti i favori del pronostico. Leonardo.it ha intervistato Stefano Gentile, playmaker per la Pallacanestro Reggiana: “La Final Eight era un traguardo che ci eravamo prefissati inizio stagione – le sue parole – si sapeva che l’obiettivo era qualificarsi e l’abbiamo fatto da prima in classifica. Ora, però, diventa una competizione da dentro o fuori, è tutta un’altra storia”.

Sarà un peso presentarsi da prima della classe? “No, assolutamente – prosegue Stefano Gentile – il problema è che siamo un po’ acciaccati. Anche io ho avuto un problema al ginocchio ma ci sarò”. Il miracolo Reggio Emilia prosegue: “Il puntare su giocatori d’esperienza e su italiani in ascesa, che hanno fame e voglia di dimostrare, è stata una scelta giusta – apostrofa ancora – poi bisogna essere anche bravi a stringere i denti quando le cose non vanno. A Reggio si vive in un ambiente bello, quest’anno abbiamo cercato di allestire un roster con più esperienza”.

Nato a Maddaloni il 20 settembre 1989, figlio di Ferdinando Gentile e fratello di Alessandro che gioca nell’Olimpia Milano, Stefano racconta la sua esperienza con la famiglia: “Papà quando gioco bene resta avaro di complimenti – precisa Stefano – il suo mantra è “puoi far meglio” e per me è motivazione; quando va male ci sono consigli, le strigliate le prendevo da ragazzo. Alessanfro? C’è lo sfottò, ne parliamo scherzosamente. Sarebbe bello scontrarsi in finale; lui sta cercando di rientrare il prima possibile, però è un infortunio più serio del mio”.

Una vita tra basket, lavoro e famiglia: “Vivo con un cagnolino da quattro anni, arriva dalla cucciolata dei cani che avevano i miei genitori. E’ un Fox Terrier, una razza molto testona; sono cani che hanno la cazzimma – sorride – fuori dal parquet? Tecnologia e social: mi piace, mi diverte”. E poi c’è la nazionale italiana: “E’ sempre stato un sogno; l’estate scorsa non ho partecipato all’Europeo per un intervento e questo mi rammarica, perché due anni fa alle qualificazioni c’ero. Col cambio di coach e staff non si sa bene che cosa succederà, ma chiunque andrà con la testa super concentrata. Siamo sicuramente una nazionale da prime 10 al mondo”.