Tutto pronto per le Beko Final Eight di Coppa Italia di basket, che per il secondo anno consecutivo si terranno al Forum di Assago. Tre giorni di full immersion che partiranno con il Basket Day di domani (quattro partite non stop dalle 13 alle 20.30), proseguiranno sabato con le semifinali e si chiuderanno domenica 8 febbraio con la finalissima delle ore 18. Dopo anni di tirannia senese, per una volta l’onere della superfavorita passa dalle spalle del Montepaschi a quelle dell’EA7 padrona di casa: fattore campo, certo (quest’anno l’Olimpia ha perso solo una volta davanti al pubblico amico, contro il formidabile Real Madrid in Eurolega), ma anche e soprattutto forza oggettiva della squadra di Luca Banchi, che dall’arrivo di Daniel Hackett ha messo le ali, centrando vittorie prima impensabili come quella contro l’Olympiacos bicampione d’Europa.

Domani sera alle 20.30, nei quarti di finale, i biancorossi affronteranno la Dinamo Sassari di Meo Sacchetti, in netto calo di rendimento (4 sconfitte in 5 gare di campionato nel 2014) dopo una prima parte di stagione di alto livello, ma pur sempre squadra dal notevole potenziale offensivo. Nel pomeriggio si giocheranno gli altri quarti: alle ore 13 Montepaschi Siena-Acea Roma, coi toscani in crisi nera (solo 3 vittorie da Natale in avanti, su un totale di 11 gare tra campionato ed Eurocup) e una Virtus Roma che dovrà fare a meno di Jordan Taylor; alle 15.30 sarà la volta di Enel Brindisi-Umana Venezia, pronostico nettamente a favore dei pugliesi di Piero Bucchi; infine, alle 18, scenderà in campo la Vitasnella Cantù, discontinua ma sicuramente favorita contro Reggio Emilia.

Le semifinali si giocheranno sabato 8 febbraio: alle ore 18 scenderanno in campo le vincenti delle prime due gare (Siena-Roma e Brindisi-Venezia), mentre alle 20.30 sarà il turno delle vincenti tra Milano-Sassari e Cantù-Reggio Emilia. Finalissima domenica 9 alle ore 18. Tutte le partite saranno trasmesse  in chiaro su Rai Sport 1 e in streaming su www.gazzetta.it.

E chissà che l’Olimpia non riesca davvero a interrompere quel digiuno di vittorie che perdura dal remoto 1996. D’altra parte, se non ora, quando?