È Roma-Varese la prima semifinale di queste Final Eight di Coppa Italia, in corso di svolgimento al Forum di Milano. Nei primi due quarti di finale, infatti, l’Acea e la Cimberio si sono sbarazzate rispettivamente di Cantù e Milano, guadagnando l’accesso alla semifinale in programma sabato pomeriggio alle 17.45. Questa sera, invece, sarà la volta degli altri due quarti di finale: Sassari-Brindisi e Siena-Reggio Emilia.

I match di ieri hanno avuto, perlomeno per tre quarti, un andamento molto simile, con una squadra capace di prendere subito il largo e di dominare sotto praticamente ogni aspetto del gioco per 30’ (Roma nel primo caso, Varese nel secondo), e con un’altra (Cantù e Milano) brava a reagire e a piazzare una bruciante rimonta in grado di trasportarla dalla doppia cifra fino al ridosso dell’avversario, senza tuttavia consentirle mai il sorpasso. La differenza sostanziale è che la rimonta di Cantù è derivata dal gioco, da una grande conoscenza reciproca tra i giocatori e una altrettanto significativa solidarietà di squadra; quella di Milano, invece, dal talento di due singoli, Bourousis e Langford, che a un certo punto della gara si sono semplicemente rifiutati di affondare senza resistere, al contrario di molti loro compagni. E, non a caso, mentre Cantù ha rischiato veramente di vincere la partita (89-85 il finale), Milano è inesorabilmente affondata nel quarto periodo, quando le scelte bizzarre di Scariolo (che nel momento decisivo esclude dal quintetto proprio i due qui sopra) e l’atteggiamento arrendevole degli altri biancorossi hanno consentito al fantastico Mike Green (eccezionale) e compagni di maramaldeggiare in tutta serenità (89-72).

In definitiva, l’impressione che resta è che la sconfitta di Cantù sia fisiologica, dopo la partenza del suo miglior giocatore, Markoishvili, mentre quella di Milano no. Al netto della forza indiscutibile della Cimberio di Vitucci, il modo in cui l’EA7 è naufragata senza lottare davanti al proprio pubblico e l’aria smarrita di Scariolo in conferenza stampa sanno tanto di ultima spiaggia ormai prossima.