Le Final Eight 2013 si chiudono con il solito finale, ovvero il trionfo del Montepaschi Siena, al quinto hurrà consecutivo nella manifestazione. Nella finale del Forum, la squadra di Banchi ha superato un’indomita Cimberio Varese per 77-74, al termine di un match ricco di incredibili saliscendi e caratterizzato dallo straordinario duello tra Mike Green, 29 punti, e Bobby Brown, 25.

La partenza del Montepaschi è devastante, da vecchia Siena: 18-0, Varese ridotta all’impotenza per oltre 5’ e costretta a guardare Moss e compagni andare a canestro in ogni modo. A fermare l’emorragia è Talts, con un canestro da sotto, seguito da una tripla di De Nicolao, alla quale replica subito Brown sempre dall’arco dei 6.75. Ma la Cimberio è finalmente arrivata al Forum: Dunston segna 6 punti di fila, Mike Green si iscrive al match con una penetrazione e il primo periodo si chiude su un meno drammatico 23-14 per i campioni d’Italia.

Varese non perde l’inerzia nemmeno all’inizio del secondo periodo e con due liberi di De Nicolao e una spettacolare schiacciata di Rush si porta sul 18-23, completando un controparziale di 18-5. Banchi pesca dalla panchina Hackett, grande protagonista della sfida contro Sassari, e l’azzurro lo ripaga alla grande, sfruttando il mismatch contro De Nicolao e mettendo a segno 12 punti in 9’ che contribuiscono a riportare Siena sul +14 (43-29) su cui si chiude il primo tempo.

Bobby Brown continua a imperversare da tre punti anche nel terzo periodo (4/4, 5/7 il finale), Varese invece non fa mai centro, condizionata anche dal problema falli e precipita nuovamente sotto: 49-66 al 30’. Sembra finita, e invece, incredibilmente, Siena va in rottura prolungata e nel quarto periodo non segna per 7’: Varese, presa per mano da un formidabile Green, mangia punto su punto e si porta addirittura sul -4, 65-69, a un minuto e 40’’ dal termine. Ma la volata è tutta di Bobby Brown, glaciale dalla lunetta. Le triple di Ere e De Nicolao arrivano troppo tardi: vince il Montepaschi. Nonostante il grande cuore di Varese, nonostante la rivoluzione estiva, nonostante il taglio del budget, il tiranno del basket italiano porta sempre lo stesso nome.