Carlo Tavecchio non ha nessuna intenzione di lasciare la poltrona di presidente della Figc e, anzi, si è detto pronto anche a ricandidarsi. L’attuale capo della federazione italiana giuoco calcio ha, tra i suoi alleati, anche quel Claudio Lotito che, oltre ad essere presidente della Lazio, è diventato di fatto uomo simbolo del movimento tavecchiano.

In un’intervista rilasciata alla trasmissione radiofonica della Rai “Radio anch’io”, Tavecchio è tornato a parlare di quanto fatto finora dalla Figc sotto la sua ala protettiva, di quello che sarà e delle cose che si potranno ancora fare. Un punto è stato molto trattato, quello delle scommesse in Lega Pro e Serie D: “Nel mondo dilettantistico ci sono oltre duecentomila dirigenti tra i quali molti che non hanno nulla a che fare con il calcio”, ha tuonato Tavecchio, che conosce molto bene l’ambiente essendo stato per quasi 20 anni a capo della Lega Nazionale Dilettanti.

Certo è che il suo successore a capo della LND, Felice Belloli, ha sparato a zero sul calcio femminile provocando uno scombussolamento non di poco, con tanto di dimissioni immediate presentate: “Un problema civilistico sul bilancio e uno politico sulla guida – precisa Tavecchio – se l’assemblea straordinaria del 4 giugno non dovesse portare a risultati concreti saremmo pronti a intervenire nei limiti delle nostre competenze”.

Il Premier Matteo Renzi aveva addirittura parlato di commissariamento per la Figc, ipotesi scartata a priori da Tavecchio: “Sono qui da sei mesi e stiamo intervenendo in maniera drastica – precisa – posso mettermi a disposizione di chiunque ma ho la coscienza a posto. Il problema Paese non è solo mio…”.

Poi una risposta picca anche a Giovanni Malagò, presidente del Coni, che ci era andato giù in maniera molto dura riguardo l’operato della Giustizia Sportiva: “Nella Giustizia Sportiva ci sono vari livelli. Per fortuna il Coni ha cambiato la situazione precedente. Non ho creato io l’espressione scontificio. Lo scontificio non era fatto dalla Figc”.

Infine il futuro e la voglia di ricandidarsi alla guida della Federcalcio italiana anche nel 2016: “E’ in atto una sfida – conclude Tavecchioogni mattina devo sentire che il mondo è contro la Federazione. Ci conteremo, in democrazia si fa così. Se riesco a portare a termine i progetti che ho in mente, allora sì mi ricandido”.