Dopo il candidato alla successione sul soglio presidenziale della Fifa Michel Platini, accusato di aver incassato nel 2011 un pagamento “sospetto” di due milioni di euro dalla Fifa – pari e patta con Joseph Blatter, dunque, indagato per “gestione fraudolenta e appropriazione indebita”, un altro candidato alla presidenza della Fifa, oppositore di Blatter, finisce nel mirino delle inchieste anti-corruzione.

Si tratta di Chung Mong-Joon che in durante una conferenza stampa a Seul ha annunciato di trovarsi ad affrontare una possibile sospensione di 15 anni da parte del Comitato Etico della federazione internazionale per un procedimento in cui era sotto inchiesta. Il 63enne dirigente sudcoreano, leggendo una dichiarazione di nove pagine, ha rivelato che l’indagine riguardava il suo sostegno alla candidatura della Corea del Sud per ottenere la Coppa del Mondo del 2022, assegnata poi al Qatar, e la sua proposta della creazione di un fondo globale per il calcio.

Chung Mong-Joon, boss della Hyundai, respingendo ogni accusa, ha dichiarato: “Il Comitato Etico non mi accusa di reato di corruzione o conflitto di interesse. Eppure ha richiesto contro di me 15 anni di sospensione. Il motivo fondamentale per cui ciò è accaduto è che stavo mirando direttamente ad una struttura di potere della Fifa. Con la campagna presidenziale, anche i soggetti che erano stati messi da parte diversi anni fa si sono rilanciati ed il vero pericolo e’ che stiano sabotando non solo la mia candidatura, ma le elezioni della Fifa e la Fifa stessa. Per quanto assurdo possa sembrare, ci sono riscontri nei media circa un piano di Blatter di voler restare presidente una volta esclusi tutti i candidati. Il rischio – ha concluso l’ex vice-presidente della Fifa – è che le elezioni si trasformino un una farsa“.

Nonostante non ci sia ancora nulla di provato per queste nuove indagini in corso di svolgimento, dopo il dietrofront effettuato da Blatter qualche mese fa, in seguito alla bufera provocata dagli scandali legati alla rete di corruzione in seno alla Fifa, l’idea è che il dirigente elvetico sia tornato nuovamente in auge e stia per sferrare un nuovo assalto alle elezioni presidenziali. Altro che dimissioni, come avevano esplicitamente richiesto due colossi delle partnership come Coca-Cola e McDonalds.

Pochi giorni fa infatti da New York il legale di Blatter Richard Cullen ha specificato che “Anche se la Coca-Cola è un prezioso sponsor della Fifa, il signor Blatter è in rispettoso disaccordo con questa posizione e ritiene che lasciare l’incarico non sarebbe nel miglior interesse della Fifa, né farebbe avanzare il processo di riforma. Per questo non si dimetterà“.