In seguito alla notizia delle nuove indagini Fifa che hanno coinvolto il candidato alle elezioni presidenziali Chung Mong-joon, torna a far parlare di sé anche Michel Platini, protagonista di una presunta “tangente” di circa 2 milioni di euro ricevuta dalla federazione internazionale. Secondo la testimonianza di Franco Carraro però, presidente di Comitato audit interno, non ci sarebbe nulla di oggettivo per confermare tutto questo: “Non ricordo di aver visto una voce di spesa di 2 milioni di franchi a favore di Platini per il suo lavoro da consulente” ha dichiarato l’ex presidente di Federcalcio in un’intervista a Repubblica “E la tempistica del pagamento, saldato con nove anni di ritardo (2002-2011, ndr), è oggettivamente anomala“.

Il caso, nello specifico, che interessa il Procuratore generale della confederazione svizzera Michael Lauber riguarderebbe un misterioso “disloyal payment”, ovvero un “pagamento non dovuto da 2 milioni di franchi (1,8 milioni di euro) disposto sul conto di Platini e autorizzato personalmente da Blatter, che se venisse dimostrato inficerebbe come minimo le aspirazioni di candidatura alla presidenza Fifa da parte di Roi Michel.

Non rammento fatture intestate a Platini nel 2011, ma non lo posso nemmeno escludere“, ha aggiunto Carraro. “All’inizio del Duemila girò il mondo per conto di Blatter ed è strano che uno cui spetta quella cifra se ne ricordi soltanto dopo nove anni. Comunque, io sono laureato in economia e commercio, non in legge: chiedete all’esecutivo Fifa in quale posta di bilancio è iscritto il credito di Platini. Per ragioni di trasparenza devono renderlo pubblico“.

Platini, dal canto suo, come testimone informato dei fatti e non in qualità di indagato, ha spiegato alla magistratura svizzera che i 2 milioni sono il saldo per la prestazione di consulenza in qualità di advisor tra il gennaio 1999 e il giugno 2002, “svolta con regolare contratto”, perché era “un lavoro full time e tutti conoscevano bene le mie funzioni e quello di cui mi occupavo“. E il ritardo nel pagamento sarebbe dovuto “alla difficile condizione finanziaria in cui si trovava in quegli anni la Federcalcio mondiale“, che però dopo la bancarotta nel periodo 1999-2002 era tornata in attivo addirittura di 115 milioni, come dichiarato da Blatter nell’aprile del 2003: “Riguardo alle nostre finanze, non siamo mai stati più stabili di adesso“.

A insospettire più di tutto rimane comunque la tempistica del pagamento, come illustrato da Repubblica: “Il bonifico arriva sul conto di Platini due mesi dopo che il Qatar si era visto assegnare a sorpresa l’organizzazione dei mondiali 2022, durante la contestatissima seduta dell’esecutivo Fifa del 2 dicembre 2010, finita nel mirino sia dell’Fbi sia degli investigatori svizzeri che sentono odore di corruzione. Nonostante buon senso e ragioni di clima rendessero gli Stati Uniti il candidato preferibile, Blatter si era dichiarato favorevole al Qatar. E così aveva fatto Platini, portandosi dietro tutti i voti dei membri Uefa, risultati poi decisivi“.

Inoltre, il contratto di consulenza firmato da Platini, secondo quanto riportato dal Tages-Anzeiger, prevedeva una retribuzione da 300mila franchi all’anno per quattro anni e mezzo e almeno i due terzi della cifra complessiva, 1,05 milioni di franchi, sarebbero stati versati a suo tempo. Dunque non si comprende a che titolo il presidente dell’Uefa abbia ricevuto altri due milioni nel febbraio 2011.