Ora è ufficiale: il calcio mondiale si godrà altri sette mesi di Sepp Blatter alla presidenza FIFA. Da Zurigo è stata annunciata oggi la data del prossimo Congresso straordinario del governo pallonaro, che si terrà il 26 febbraio 2016 e dal quale emergerà il nome del successore del tiranno elvetico nella stanza del potere, dopo che lo stesso Blatter aveva anticipato le sue dimissioni, ma con juicio, per dirla alla Manzoni, in seguito allo scandalo corruzione esploso grazie all’intervento dell’FBI. Tutto questo, mentre si susseguono gli appelli eccellenti per far sì che il numero uno della FIFA decida di rimuovere le sue terga dal trono il prima possibile. L’ultimo della lista è il principe giordano Ali Bin Al-Hussein, principale avversario di Blatter nelle elezioni dello scorso maggio:

Questa storia non può trascinarsi ancora a lungo, Blatter deve andare via subito, non possiamo permettergli di pianificare la sua successione e condizionare il processo elettorale”, attacca Al-Hussein, senza troppi giri di parole, motivando così la sua posizione. “Serve una leadership indipendente ad interim per gestire il periodo che porterà alle prossime elezioni, oltre alle riforme che vanno approvate anche prima del voto. Solo un soggetto indipendente può assicurare le garanzie sufficienti per mettere su un processo solido con scadenze significative“. Tuttavia il principe giordano non pretende elezioni immediate (“Non cambierebbero nulla, bisogna pensare attentamente al futuro“) né conferma la possibilità di una sua nuova candidatura.

In effetti, se Al-Hussein poteva essere l’alternativa più credibile a Blatter per la tornata elettorale di maggio, in ottica del prossimo febbraio potrebbe tornare attuale il nome di un candidato ancora più forte, naturalmente Michel Platini. Continuano a rincorrersi le voci che vogliono il boss dell’UEFA sull’unica poltrona più prestigiosa di quella che già occupa, e secondo la BBC almeno quattro federazioni europee (quella britannica di sicuro) stanno spingendo Le Roi verso il grande passo. Autocandidature di altri fenomeni degli anni Ottantacome quelle di Zico e Maradona, pur rumorose, non sembrano al momento  rappresentare piste realmente percorribili.