Sono giorni di autentico caos quelli vissuti dalla Fifa nei quali prosegue la maxi inchiesta anti corruzione condotta dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti che mediante gli agenti dell’Fbi e dell’Irs stanno mettendo a soqquadro l’intera organizzazione del calcio mondiale indagando sulle più recenti edizioni della Coppa del Mondo alla ricerca, come emerso dalle testimonianze di alcuni collaboratori come Chuck Blazer e il presidente della Federcalcio irlandese Delaney, di nuovi elementi legati al giro di tangenti esistenti all’interno delle dinamiche d’elezione dei Paesi organizzatori. Le dimissioni di Blatter hanno creato disordine negli organigrammi ma fino al 2016 non potranno esserci nuove elezioni presidenziali. Difficile e poco credibile ora una corsa alle candidature, molto più plausibile in questo momento una sana pulizia da parte degli organi preposti con Blatter tuttavia ancora in essere nell’esecutivo.

Il battage mediatico naturalmente segue di pari passo lo scandalo e c’è chi come Diego Armando Maradona non rinuncia a dire la sua, e infatti ai microfoni di America Tv in Argentina, in seguito alle dimissioni di Blatter, ha subito fatto sapere che “Se il principe Alì vince, ho molte chance di diventare vicepresidente Fifa”. Maradona è un grande sostenitore del principe giordano Alì bin Al-Hussein che, secondo il fuoriclasse argentino, dovrebbe essere eletto di diritto in quanto candidato giunto secondo nelle regolari elezioni presidenziali, come stabilito da un articolo dello statuto Fifa.

Secondo Maradona le dimissioni del 79enne svizzero plurimandatario della Fifa e acerrimo nemico dell’ex pibe de oro sarebbero legate ai timori delle indagini dell’Fbi, ma l’ex campione del Napoli e della nazionale albiceleste ne ha per tutti sparando a zero anche sugli altri candidati alle presidenziali della Fifa: di Michel Platini ha riferito che gli “ha confessato a Dubai di aver `sistemato´ 167 partite” e su Figo ha invece sostenuto “prima lo rispettavo, poi mi sono reso conto che è meno affidabile di Bernardo, l’amico di Zorro”, concludendo con la spiegazione dei suoi progetti nell’eventualità di diventare vicepresidente della Fifa: “Non andrei lì con sete di rivincita ma con l’idea di costruire campi di calcio, da Santiago del Estero (provincia settentrionale argentina, ndr) all’Africa