Joseph Blatter verso il ritiro. Sì, ma delle dimissioni da presidente della Fifa. Il clamoroso passo indietro di Sepp potrebbe essere stato anticipato dal quotidiano svizzero Schweiz am Sonntag.

Il giornale non nomina fonti attendibili (fa semplicemente riferimento a persone molto vicine a Blatter), ma è pur vero che negli ultimi giorni si stanno susseguendo indiscrezioni sulla stessa falsariga.

Scandalo Fifa: gli scenari

Ovvero: Blatter ancora presidente. E ciò nonostante le bufere che hanno investito il massimo organismo calcistico mondiale, culminate nella retata del 27 maggio che portò all’arresto di sette suoi membri.

A quanto pare, Joseph avrebbe ricevuto numeosi messaggi di sostegno, soprattutto da federazioni africane ed asiatiche.

A fare da argine alle voglie blatteriane di dietrofront c’è Domenico Scala, numero uno del comitato etico della Fifa. “E’ indispensabile che Blatter lasci. A questo punto le riforme sono imprescindibili dalle dimissioni che Blatter ha annunicato“, ha scritto in un comunicato il dirigente italo-svizzero, una risposta neanche tanto indiretta alle indiscrezioni provenienti dallo Schweiz am Sonntag.

Blatter era stato nuovamente eletto a capo della Fifa il 28 maggio scorso. Quattro giorni dopo erano arrivate le sue dimissioni. O meglio, l’annuncio delle sue dimissioni: “Verrà convocato un congresso straordinario elettivo in cui sarà nominato il mio successore. Lascio per il bene del calcio”, le parole di Sepp.

Insomma, una sorta di dimissioni a metà. Un limbo che lascia margini di dietrofront e che Blatter potrebbe sfruttare. In fin dei conti le dimissioni le ha solo annunciate. Dimissionario, ma non ex. Blatter ne sa una più del diavolo. E poco importa che per l’Fbi risulti indagato.

Scandalo Fifa, coinvolte anche Nike e Nazionale verdeoro

Lo scandalo, intanto, coinvolge anche la nazionale brasiliana. Nel 1996 la Nike sottoscrisse un corposo contratto di sponsorizzazione con la verdeoro, roba da 160 milioni di dollari.

Secondo quanto filtra dagli inquirenti, quella cifra sarebbe stata gonfiata da una tangente devoluta ad intermediari. La notizia è stata pubblicata dal Wall Street journal.

La nota marca di abbigliamento sportivo si è limitata a rispondere che, dal canto suo, ha sempre collaborato con l’Fbi, cosa che continuerà a fare.