Un nuovo caso crea sconquasso nella Fifa, già vessata dalla fine di maggio dal caso Blatter e l’arresto di alcuni alti funzionari del massimo organo calcistico. Stavolta, a finire nel calderone delle indagini è, niente di meno che, Michel Platini.


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Sì, proprio, il presidente Uefa, accusato di aver intascato 2 milioni di franchi in nero dalle mani proprio di Joseph Blatter. Il pagamento, secondo gli inquirenti, sarebbe stato effettuato nel febbraio del 2011.

‘Si ritiene’,spiega la procura ‘che quel pagamento sia stato effettuato per dei lavori che platini ha effettuato tra il gennaio del 1999 e il giugno del 2002′.

Platini ha risposto alla notizia attraverso un comunicato. ‘Si tratta di un lavoro che ho fatto dopo aver stipulato un contratto con la Fifa e sarò ben felice di chiarire tutto davanti ai giudici’.

La vicenda

Il dubbio è questo. Come mai Platini intasca solo nel 2011 una cifra che avrebbe dovuto percepire nove anni prima? Nel 2011 Platini appoggia Blatter nel testa a testa con Bin Hamman alla presidenza della Fifa, con la promessa che nel 2015 lo svizzero si sarebbe fatto da parte, lasciandogli campo libero.

Promessa non mantenuta e Platini che da due anni combatte contro Blatter.

Le elezioni

La sensazione è che fra Blatter e Platini ci sia una guerra neanche troppo sotterranea. Entro il 26 ottobre, chi vorrà presentarsi alle elezioni Fifa, che si terranno il 26 febbraio, dovrà formalizzare la propria candidatura.

Che sotto questa inchiesta (Platini non è indagato, verrà sentito come persona informata sui fati) ci sia una manovra di Blatter atta a screditare quello che sembra essere un suo ex amico?

Platini rischia di presentarsi alle elezioni del 2016 senza un vero e proprio rivale. Un rospo troppo indigesto da mandare giù per Sepp.