Un percorso di avvicinamento nettamente diverso, per tante ragioni, rispetto a quello che precedette i Giochi di Londra, chiusi poi con due quinti posti amari (perché con il senno di poi si potevano vincere due medaglie e forse anche d’oro) nei 200sl e nei 400sl. Ma quattro anni dopo, la storia è decisamente diversa a quasi 28 anni (li compirà il prossimo 5 agosto, giorno della Cerimonia inaugurale a Rio) per Federica Pellegrini da Spinea, la più grande atleta azzurra nella storia di questo sport.

VERSO RIO

La campionessa veneta si presenta alla vigilia dell‘Olimpiade brasiliana con un percorso di due anni con Matteo Giunta senza intoppi, fatto di lavoro in palestra, aerobico, ma anche in acqua ovviamente, forse con meno chilometri rispetto all’era Lucas e una maggiore propensione alla velocità. Al Sette Colli di Roma ha appena stabilito il primato italiano dei 100sl, 53”18, e nuotato per la prima volta sotto il muro dell’1’55” nei 200sl, con costume in tessuto. Se non è la miglior Pellegrini di sempre (per ora resta quella del 2009), poco ci manca. Meglio di così, sotto ogni punto di vista, anche per la carica agonistica che sprigiona, non poteva presentarsi in ottica Rio 2016. Poi ovviamente ci sarà il responso della vasca e ci sono le rivali, mai così tante e forti nei 200sl, dalla favorita Ledecky all’eterna (battuta) Heemskerk, dalla Hosszu alla Sjoestroem, dalle sconosciute cinesi all’altra americana (Schmitt o Franklin? Vedremo nei Trials questa notte) senza dimenticare australiane e la francese Bonnet.

PAROLA DI FEDE

A Milano, per l’ultimo vernissage pre-olimpico anche con la stampa, Federica fa il punto della situazione: “La stagione fin qui è stata persino al di sopra delle aspettative – dice dall’Harbour Club di via Cascina Bellaria, poco oltre la zona di San Siro – a partire dagli Europei in vasca corta dove ho firmato il mio personale in una situazione in cui storicamente faccio fatica. Mi sento tranquilla e andrò a Rio per combattere. La sfida con la Ledecky? E’ lanciata da tempo, non da parte di qualcuna in particolare, semplicemente per il fatto di essere rivali in acqua sulla stessa gara. Sarà la mia quarta Olimpiade, sono state tutte completamente diverse tra loro: la prima, a 16 anni, ad Atene 2004, vissuta in maniera spensierata; la seconda con la medaglia d’oro a Pechino 2008; la terza a Londra più difficile in acqua. Ma l’Olimpiade è sempre l’Olimpiade. L’avvicinamento a Rio procede nel migliore dei modi e sicuramente è dovuto ai risultati ottenuti e al fatto di avere una guida tecnica sicura ormai da due anni. Sapete tutti quanti e quali sono stati i miei cambi di allenatore in passato… Il futuro? Non so davvero cosa succederà dopo Rio e adesso non ci voglio pensare. Potrei smettere oppure no, dopo i Giochi sicuramente mi prenderò una lunga vacanza e deciderà il dà farsi. Non è facile lasciare un ambiente che è stato tuo, ad alti livelli, praticamente per 20 anni perché è da quando ho otto anni che nuoto tanto. Questo sport mi ha dato tantissimo, al di là dei risultati: ti apre la mente, anche perché cominci a viaggiare per il mondo, con le Nazionali minori, da quando hai 12-13 anni e non smetti più. E’ l’aspetto più bello che mi porto dietro e che cercherò di trasmettere anche ai miei figli. E il nuoto non mi ha tolto nulla, sono contenta di quanto avuto. Le sconfitte fanno parte del normale percorso sportivo. E’ valsa la pena fare tutti i sacrifici compiuti, il nuoto è uno sport di fatica: il 99% è allenamento, l’1% gara  e di gare importanti ne puoi fare al massimo tre all’anno. Quindi bisogna veramente faticare tanto. Il Tricolore? Orgogliosa di portarlo durante la Cerimonia d’apertura a Rio, per ora dorme con me in camera, ma non sarà poi quello con cui sfilerò durante la Cerimonia inaugurale in Brasile. I 200sl a Rio? Prima di tutto pensiamo a qualificarci per la finale. Possiamo già dire che sarà una gara velocissima, forse la più veloce di sempre sulla distanza. A Riccione sono passata troppo forte ai 100m, durante gli ultimi Assoluti, e così mi è mancata la mia solita chiusura. Quindi farò la gara come ho sempre fatto: sarò un pochino indietro ai 50m, spero meno ai 100m e poi… vedremo”.