Abbiamo vissuto tante vigilie importanti, spesso a Milano o anche a Verona, prima del grande appuntamento, vivisezionando l’umore, gli sguardi, i gesti di Federica Pellegrini in quella che di fatto è  l’ultima, importante conferenza stampa prima di una rassegna europea, mondiale, olimpica.

E ormai siamo preparati anche noi. Quando è così serena, distaccata, convinta, scaramantica, concentrata su un obiettivo ben chiaro, com’è parsa nella giornata odierna all’Harbour Club di Milano (questa sera e domani, a Torino, l’ottava edizione del meeting), allora è molto probabile che  i risultati in acqua siano di altissimo livello.  Agli Europei Federica non ha mai centrato, per un motivo o per un altro, anche per sfortuna, la doppietta d’oro, 200sl-400sl, griffata due volte ai Mondiali. E’ venuto il momento di sfatare anche questo tabù. Per carità, la ragazza ha mostrato grande tranquillità anche al Centro Federale di Verona prima di imbarcarsi per Londra e l’Olimpiade del 2012, per esempio, ma forse si percepiva già, un mese prima, che la sua forma, allora, non avrebbe potuto permetterle di tornare in cima al mondo. E si percepiva anche dal suo sguardo.

Adesso la situazione è molto diversa. I Giochi sono alle spalle, la campionessa veneta è tornata con Philippe Lucàs più motivata che mai e questo già di per se le ha dato grande convinzione e forza interiore; ai Mondiali di Barcellona 2013 ha sfiorato di nuovo il titolo iridato sui 200sl, dimostrando al mondo però di essere tornata al top. Adesso ha ripreso ad allenarsi con gli stessi carichi di lavoro di un tempo, o quasi, dopo un 2013 sabbatico, ma neanche tantissimo, e in testa ha solo le Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016, passando certamente per gli Europei di quest’estate a Berlino, 17-24 agosto, e i Mondiali di Kazan fra un anno, il vero banco di prova in vista del Brasile. Chiaro che senza Muffat, appena ritiratasi, e senza Kromowidjodjo, che ha dato forfait, sarà lei, assieme presumibilmente alla svedese Sjostroem e alla ungherese Hosszu, la stella assoluta della rassegna continentale. Come tante altre volte è capitato in passato.

Sono sempre molto contenta di tornare a questo meeting a Milano – dice Federica, con i capelli ormai lunghi – è una tradizione, un appuntamento abituale. Farò gare un po’ inedite, anche perché siamo nel momento più importante della preparazione in vista degli Europei di Berlino, e ancora in pienissimo carico. Nuoterò i 50sl e i 100 delfino dopo anni e anni, e poi domani 100sl e l’australiana a eliminazione. Sono qua fondamentalmente per divertirmi e gareggiare su distanze che poi nuoto molto raramente durante l’anno; spero sia una serata piacevole per tutti quelli che verranno a vederci. Con Lucàs per ora abbiamo parlato solo dei 200sl, da giovedì avremo modo di approfondire di più il discorso legato anche anche alla velocità . Io mi auguro ovviamente che il divertimento massimo sia a Berlino, l’appuntamento più importante della stagione. Spero di arrivare lì in forma, serena e tranquilla, non parlo mai di risultati prima, per scaramanzia, lo sapete. Tireremo in lungo quest’anno, finiremo il 25 agosto, ma spero ne valga la pena. Camille Muffat? Non mi sarei mai aspettata il suo ritiro, perché due settimane prima aveva già nuotato dei tempi sicuri da medaglia sia sui 200sl che sui 400sl. Quindi è davvero strano per questo. Non è invece strano se penso a una ragione che può essere mancanza di motivazioni o voglia di faticare, so che può capitare. Se ti stanchi di allenarti o se non hai più motivazioni, è difficile andare avanti anche se manca un mese al grande appuntamento. E’ strano per i risultati che aveva ottenuto di recente, ripeto, ma se non aveva più motivazioni ha fatto la scelta migliore. Per quanto mi riguarda, non sento nessun tipo di pressione particolare, al momento, sto ritrovando risultati in maniera progressiva, dall’argento nei 200sl di Barcellona, inaspettato, all’oro europeo in corta, dove non ho mai fatto sfracelli. Pian piano siamo progredendo soprattutto su questi 200sl che a me stanno così a cuore e sono la mia gara di punta. Io vado sinceramente a Berlino non per fare la superstar, ma solamente per divertirmi, pensare a me stessa e ai 200sl. Basta. Quello europeo è l’appuntamento più importante e preparato, dopo Londra. Però è comunque un Europeo e una tappa, per quanto significativa, verso altri momenti ancora più sentiti“.