Da oggi, ma forse non da oggi, Giorgio Chiellini va a occupare ufficialmente la nicchia che una volta era di proprietà di Marco Materazzi. Già definito recentemente il difensore “più duro” di tutta la Serie A da un sondaggio Gazzetta, il bianconero è entrato definitivamente nel novero dei “cattivi” con l’entrataccia che ieri sera, durante un ormai innocuo Juventus-Catania (mancavano 15′ e si era sul 4-0), è costata la frattura del perone al povero Gonzalo Bergessio (foto by InfoPhoto) e i relativi due mesi di stop. Ma la lunga degenza che il centravanti argentino sarà costretto a osservare non è certo l’unica conseguenza di quanto accaduto: la polemica, infatti, è montata violenta, prima su Twitter e poi sulla bocca del presidente etneo Antonino Pulvirenti.

Due ore fa, sul proprio profilo ufficiale, e dopo che i tifosi delle squadre avversarie lo avevano maledetto in tutte le lingue conosciute, Chiellini era intervenuto per scusarsi “anche pubblicamente con Bergessio” per il fallo commesso, sottolineando di essere intervenuto “sicuro di prendere il pallone” e dichiarandosi davvero dispiaciuto per l’accaduto. Sportivamente, l’argentino ha accettato le scuse (dopo aver pubblicato una foto che ritraeva la radiografia del suo perone), chiudendo la polemica, almeno per ciò che riguarda i due calciatori. Già, perché il presidente Pulvirenti, quello che è costato la tibia a Bergessio è stato un fallo “di inaudita violenza, spocchioso e vigliacco” da parte di un giocatore “che sa di godere dell’impunità”.

Parole velenose, da parte del numero uno del Catania, che evidentemente non crede affatto alla buonafede di Chiellini. Noi, ovviamente, nella testa del difensore toscano non possiamo entrarci, nemmeno passando dalle sue spaziose narici, per cui non intendiamo minimamente mettere in discussione la sincerità del suo pentimento. D’altra parte, la realtà dei fatti ci racconta di un calciatore che, tra spiate a cielo aperto (il caso-Ibrahimovic nel 2012), simulazioni, fallacci e scazzottate, riesce sempre a cavarsela col minimo della pena, quando gli va male. I dati ci dicono: nelle ultime cinque stagioni e 1/4 di Serie A, 159 presenze, Chiellini ha rimediato 23 ammonizioni (una ogni 7 partite: Mexes, altro difensore piuttosto scorretto, ne becca una ogni 3 partite) e 0 espulsioni. Almeno su un aggettivo, “impunito”, Pulvirenti potrebbe non avere tutti i torti.