L’ora è alla fine giunta: l’Inter verrà sanzionata dall’UEFA per il mancato rispetto delle regole del fair play finanziario. La comunicazione da parte della Federazione europea dovrebbe essere recapitata già in serata negli uffici di Corso Vittorio Emanuele, mentre è attesa per settimana prossima la convocazione dei rappresentanti nerazzurri (Fassone e Bolingbroke) a Nyon, con relativa ufficializzazione delle sanzioni.

Fair play finanziario, le sanzioni

Non sarà solo un richiamo, perlappunto: si parla di una multa di 6-7 milioni di euro, non esattamente un toccasana in questo preciso momento storico, alla quale verrà aggiunta una sanzione accessoria, probabilmente la riduzione della lista europea da 25 a 21 giocatori o, in alternativa, l’obbligo di inserirvi un numero maggiore di giocatori provenienti dal vivaio. Non è da escludere, inoltre, che l’Inter possa venir colpita anche da un ulteriore giro di vite, con la sospensione o la limitazione del mercato per la prossima sessione estiva.

L’Inter, già convocata a Nyon lo scorso novembre, è stata pizzicata in flagrante dal panel preposto a vigilare sull’osservazione del fpf: d’altra parte, un club già guardato a vista per i suoi bilanci non propriamente floridi (103 milioni di euro di rosso nell’ultimo bilancio consolidato, 400 milioni di perdita cumulata nelle ultime 5 stagioni) e protagonista di un mercato invernale arrembante non poteva sperare di sfuggire alla tagliola, nonostante le rassicurazioni che Thohir credeva di aver fornito all’UEFA in merito alla solidità del suo piano quinquennale.

Ci sono anche delle conseguenze collaterali. Anche ammesso che il mercato nerazzurro non subirà alcun blocco (in effetti, è improbabile che accada), le sanzioni amministrative si andranno ad aggiungere alla probabilissima mancata partecipazione alla Champions League per il quarto anno consecutivo. Il mercato nerazzurro, insomma, rischia di essere gravemente compromesso dalla combinazione di questi due elementi. Diventerebbe di fatto impossibile bloccare le partenze di Samir Handanovic e Mauro Icardi, per esempio; e una rosa che già oggi andrebbe notevolmente rinforzata, soprattutto in difesa, rischia di trovarsi ulteriormente indebolita.

Molto meno compromessa la posizione della Roma, altro club italiano tenuto d’occhio dal panel e già convocato a Nyon in novembre. Il club giallorosso dovrà approfondire meglio la sua posizione, ma non dovrebbe rischiare più di un semplice richiamo. Che in ogni caso sarebbe l’ultimo prima che scattino le sanzioni.