Dopo il Barcellona, salvato dalla campanella di nome FIFA, anche il PSG e il Manchester City, i gattoni che stanno precipitando dall’ultimo piano del fair play finanziario, finiranno per ricadere sul morbido e con tutte e quattro le zampe intere. In un’intervista rilasciata a Le Parisien, infatti, il presidente dell’UEFA, nonché paladino della moralizzazione economica del calcio europeo, Michel Platini, sembra offrire ai due club più esposti a possibili sanzioni un salvagente grande quanto la sua faccia tosta:

Diciamo solo che il modello economico del PSG è particolare e atipico. Il contratto con il QTA è per lo meno innovativo. Non posso dire che il PSG giochi con i limiti delle nuove regole Uefa, ma non è per niente certo che il club rispetti il fair play finanziario. Ci saranno sanzioni significative per i grandi club, vogliamo andare fino in fondo. Chi si aspetta lacrime e sangue, però, rimarrà deluso. Nessun club sarà escluso dalla Champions League

Il “contratto innovativo” di cui parla Le Roi sarebbe quello di sponsorizzazione tra il PSG e l’agenzia del turismo qatariota, rinnovato un paio di settimane fa e che frutterà ai parigini circa 200 milioni di euro a stagione – cioè il triplo del precedente record che apparteneva al Manchester United (65 milioni a stagione da General Motors), cioè il 50% del loro fatturato. E, naturalmente, la QTA e il PSG appartengono sempre agli stessi proprietari. Auto-finanziamento mascherato, altro che “contratto innovativo”.

E allora perché questa improvvisa politica di appeasement?

In parte ce lo spiega lo stesso Platini: “Non esiste solidità giuridica per il fpf, i club potranno fare ricorso, ma confidiamo nelle istituzioni“. In altre parole, l’UEFA non ha troppa voglia di vedersi citare per danni da aziende di proprietà di sovrani mediorientali megamilionari i cui tentacoli economici e politici si estendono ben oltre l’orticello del calcio. Meglio chiudere un occhio.

Secondariamente, come racconta Calcio&Finanza, l’Associazione dei Club Europei (ECA), presieduta da Kalle Rummenigge, avrebbe chiesto alla federazione di riformare in modo significativo il regolamento del fpf. Questo perché, “rispetto al 2010, quando il regolamento è stato redatto, il contesto economico di riferimento è profondamente mutato“, e perché “l’ingresso sulla scena degli sceicchi arabi e dei magnati russi, che hanno rilevato le proprietà di Psg, Manchester City e Monaco, non può essere considerato un elemento negativo per il calcio europeo“. Sottinteso: dal momento che i petrodollari fanno comodo a tutti, meglio non punire chi ne facilita l’immissione. E anche l’altro occhio è chiuso.