Jean Louis Dupont ha colpito ancora. L’avvocato belga che condusse la battaglia legale più rivoluzionaria della storia del calcio, quella che portò alla celeberrima sentenza Bosman del dicembre 1995, ha scelto un nuovo obiettivo: il fair play finanziario di Michel Platini. E ha già messo a segno il primo colpo, ottenendo dal Tribunal de Première Istance de Bruxelles il deferimento alla Corte di Giustizia europea di una parte del FPF, quella relativa alla limitazione del deficit di bilancio dei club, ovvero la cosiddetta break even rule, che prevede un rosso di bilancio non superiore ai 45 milioni di euro, destinati a diventare 30 nel prossimo triennio.

Fondamentalmente, il ricorso di Dupont girava attorno al concetto di libertà di concorrenza, un principio stabilito dall’art. 102.12 del Trattato UE, che verrebbe messo in discussione dall’applicazione di quella regola del FPF. Il tribunale di Bruxelles ha deciso di non esprimersi in merito, sospendendo tuttavia l’applicazione della suddetta regola fino a che non si sarà pronunciata la Corte di Giustizia europea. ”Crediamo che questa decisione belga sia la risposta giusta al problema del fair play finanziario“, ha dichiarato Dupont. “Siamo anche convinti che si tratti di un motivo in più per la Uefa di adottare, il prossimo primo luglio, le modifiche annunciate“.

L’appello era stato presentato da un numero imprecisato di privati cittadini europei, più precisamente da associazioni di tifosi del Manchester City e del PSG, due club che dal mirino dell’UEFA in materia fiscale non sono mai usciti e mai usciranno, nonché dall’agente belga Daniel Striani. I due club succitati erano stati sanzionati per le violazioni del fair play finanziario durante la passata stagione, e saranno costretti a spendere solo ciò che guadagneranno. Naturalmente, l’UEFA non ha preso bene la notizia: per il governo del calcio europeo la sospensione della norma sul deficit di bilancio rischia di compromettere l’obiettivo centrale del fair play finanziario, e per questo è già stato annunciato ricorso contro la decisione del tribunale di Bruxelles.

Brutta situazione per Michel Platini: se davvero la Corte di Giustizia europa dovesse dichiarare la norma incompatibile con le leggi europee, tutto il castello del FPF finirebbe per crollare miseramente. Si tornerebbe allo status quo ante, quello in cui ognuno spende quello che gli pare; e l’UEFA rischierebbe anche di dover affrontare eventuali richieste di risarcimento da parte di quei club che nel frattempo hanno dovuto sottostare alle sue sanzioni e squalifiche.