Un Giro di Spagna e due podi al Giro d’Italia. Magro, rispetto alle premesse, il bottino di Fabio Aru nel 2016. Delusioni da cui vuole riscattarsi con l’anno nuovo.

TOUR

Cocente la delusione al Tour de France, che non scoraggia il ciclista sardo: “Gli obiettivi che mi ero posto sono evaporati come neve al sole – racconta a ‘Il Giornale’ -, in compenso ho fatto un pieno di esperienza che mi tonerà certamente utile in vista della prossima stagione”. Sesto nella generale a due tappe dalla conclusione, poi il tonfo: “È stata una giornata no, una di quelle che i corridori chiamano più comunemente cotte. Ad un certo punto ti si spegne la luce ed è la fine. La sconfitta ti resta dentro, ti erode. Non è stato facile mettersi tutto alle spalle, ma alla fine ho vinto”.

NIBALI

La prossima stagione non correrà più in Astana con Vincenzo Nibali: “Saremo contro, ma non penso che ne resterete soddisfatti, perché io e Vincenzo siamo troppo amici. Io perdo un compagno di squadra e un amico, ma la stima reciproca c’è e resta. Certo, quando ci si mette il numero sulla schiena ognuno fa la sua corsa e io farò la mia. Ma non ci sarà da battere solo Vincenzo, che è certamente un talento assoluto, visto che di Giri ne ha già vinti due e nella sua speciale collezione ha anche una Vuelta e un Tour, ma tra i pedali avremo tanti altri avversari qualificati, ad incominciare da Nairo Quintana, uno che il Giro l’ha già vinto”.

CLASSICHE

Al contrario del Giro, rimangono top secret le Classiche alle quali parteciperà: “Dobbiamo ancora valutare bene il programma, però non ti nascondo che mi piacerebbe correre la Liegi-Bastogne-Liegi e anche la Milano-Sanremo: non l’ho mai disputata, e mi attira parecchio”. Il via “al Tour of Oman dal 14 al 19 febbraio”, passando per “le Strade Bianche e la Tirreno-Adriatico”. Come rivelato dal tecnico Beppe Martinelli, è possibile il bis Giro-Vuelta: “Ne abbiamo parlato e la cosa mi solletica parecchio, ma è bene fare una pedalata alla volta. Per un corridore come me, adatto alle corse a tappe, le tappe è bene non bruciarle”.