E’ stata protagonista del buon cammino dell’Italia all’ultimo Europeo femminile, ora non vuole fermarsi più. Ilaria Mauro (foto: uefa.com), attaccante 25enne del Graphistudio Tavagnacco ha le idee chiare in testa, ora che si è messa alle spalle qualche infortunio di troppo e si è presa la maglia della Nazionale non vuole lasciarla in più. In esclusiva a Sport Leonardo racconta le emozioni dell’Europeo, che l’Italia ha dovuto salutare ai quarti finale, sconfitta dalla Germania: “Sto ancora cercando di smaltire la rabbia, perdere in quel modo, con un gol quasi casuale, fa davvero male. La Germania era favorita (ha vinto ieri contro la Norvegia il sesto Europeo di fila ndr), ma siamo state brave a tenerle testa. Non ci hanno schiacciato come in molti credevano, non si è vista tutta questa differenza in campo”. Un Europeo che ha regalato delusioni, ma anche sorrisi: “Non mi aspettavo la convocazione di Cabrini, arrivavo da una stagione difficile, condizionata da molti problemi fisici. Mi sono ripresa nelle ultime settimane, ho segnato un gol nella finale di Coppa Italia ed è arrivata la chiamata. E’ stata un’emozione unica, volevo fortemente provare un’esperienza del genere e tutto sommato a livello personale sono soddisfatta. Segnare il gol decisivo contro la Danimarca, all’esordio, 145 secondi dopo il mio ingresso in campo, è stato davvero il massimo”.

In Svezia l’Italia si è scontrata con una realtà anni luce lontana dalla nostra: “E’ quasi un Davide contro Golia. Squadre come Svezia, Germania o Francia sono composte da ragazze che fanno le giocatrice per mestiere, che durante la settimana possono concentrarsi solo sugli allenamenti, sulle partite. Sono vere professioniste, molte di noi sono costrette ad allenarsi la sera, magari dopo una giornata di studio o di lavoro. E’ la passione che ci spinge, che ci fa andare avanti, ma di fatti siamo delle dilettanti. In Svezia mi sono sentita davvero calciatrice, forse per la prima volta. Vedere l’attenzione dei media stranieri, l’interesse del Paese, migliaia di persone allo stadio (per la finale, alla Friends Arena di Solna, c’erano oltre 45 mila persone ndr) mi ha fatto capire una volta di più che siamo indietro. In Europa il calcio femminile sta crescendo velocemente, in Italia si muove troppo lentamente“. Un Europeo che Mauro ricorderà anche per le avversarie affrontate: “Mi hanno impressionato Fischer, difensore centrale della Svezia, e l’attaccante Schelin, considerata l’Ibrahimovic femminile. Mi piace guardare le avversarie, imparare qualcosa da loro. Anche se ho già un’ottima insegnante come Patrizia Panico, con la sua esperienza e i suoi consigli è stata molto importante per me in queste settimane”. Un’ultima battuta su Cabrini: “E’ un allenatore molto disponibile, che sa fare gruppo, che lavora molto bene. Credo che i risultati presto arriveranno”.