ZURIGO (Svizzera) - E’ finita come doveva finire, ovvero con il successo delle campionesse d’Europa in carica nei confronti della giovane Italia di Mencarelli. La Serbia era favorita, ha vinto, ma certo lo ha fatto in maniera più netta del previsto (3-0, 25-14, 28-26, 25-18 i parziali), aiutata da una Nazionale che ha letteralmente regalato il primo parziale, lottato ad armi pari nel secondo, sprecando però tre set point di cui due con palla in mano per il contrattacco e si è arresa nel terzo set a una squadra oggettivamente più forte. La ricezione ancora una volta ha tradito le nostre ragazze, non permettendo praticamente mai a Signorile di utilizzare Arrighetti e Guiggi (14 punti in due, alla fine), con continuità. Ma non è solo questo il discorso, perché le ragazze di Mencarelli hanno comunque avuto la possibilità di riaprire la partita nel secondo set, sul cui risultato pesano come macigni l’errore al servizio di Sorokaite sul 25-24 e l’attacco out di Costagrande sul 26-25. In quei frangenti, probabilmente, è mancata un po’ d’esperienza e anche, forse, un po’ di convinzione nei propri mezzi, convinzione che non è mai venuta meno nel campo serbo, con le campionesse d’Europa capaci di chiudere proprio questo secondo, combattutissimo (e alla fine decisivo), set con una difesa incredibile di Brakocevic e un attacco quasi dalla seconda linea della palleggiatrice Ognjienovic.

Foto sito ufficiale CEV.

I rimpianti sono tanti, sia per questa partita, che poteva e doveva essere gioca in maniera diversa, anche dopo la sconfitta ben più dignitosa patita recentemente nel World Grand Prix, ma soprattutto per il match contro il Belgio, che ha chiuso il girone preliminare e ha indubbiamente segnato in negativo l’Europeo azzurro. Sliding doors… Quel ko, dopo due match vinti con Svizzera e Francia, ha costretto capitan Guiggi e compagne a giocare gli ottavi di finale (vinti, con la Polonia) e purtroppo ha anche relegato le azzurre dalla stessa parte del tabellone della Serbia. Oggi su un altro pianeta, per noi, ma probabilmente anche per tutte le altre squadre.

Il risultato alla fine è negativo, un’uscita ai quarti non rispecchia neanche lontanamente le potenzialità di questa squadra, che con tutte le altre compagini se la può giocare ad armi pari. Tant’è, la partita con il Belgio ha fatto davvero da spartiacque tra un torneo da concludere in zona medaglie e un’eliminazione anticipata, come purtroppo è avvenuto. Detto con il senno di poi: il ct ex juniores Marco Mencarelli ha iniziato per forza di cose un “ringiovanimento” non più rimandabile di una squadra che con Massimo Barbolini e le senatrici Lo Bianco, Piccinini, Del Core, Gioli, Barazza ecc. ecc. aveva vinto molto. L’obiettivo è stato puntato sui Giochi di Rio2016 ed è giusto così. Solo qualche scelta, ma ripetiamo, con il senno di poi, ha lasciato perplessi, anzi, in realtà una sola: quella di affrontare una manifestazione così importante con due palleggiatrici entrambe molto giovani (seppur indubbiamente brave) e quindi prive di esperienza a questi livelli, Noemi Signorile e Letizia Camera. Forse, e diciamo forse, una Francesca Ferretti, in attesa del ritorno di Leo Lo Bianco che probabilmente avverrà per i Mondiali casalinghi del 2014 (ebbene sì, saranno in Italia), avrebbe fatto molto comodo…

Italia schierata

Si sperava in un’altra Italia, sinceramente. Mencarelli ripropone il sestetto+libero titolare che ha battuto la Polonia, con le diagonali Signorile-Diouf, Arrighetti-Guiggi, Sorokaite-Costagrande, con De Gennaro in seconda linea. L’inizio è peggio di un incubo, 0-9 in un battito di ciglio, frutto di una ricezione balbettante con il servizio delle serbe costante (come da copione) su Sorokaite, dei muri di Rasic (saranno 5, alla fine, su 15 punti), della potenza di Brakocevic. Alle azzurre non riesce niente e il parziale scivola via in maniera imbarazzante (14-25, 0-1), dopo aver visto anche 3 ace consecutivi della palleggiatrice ex Modena Ognjenovic (farà 6 punti, con 1 muro e 2 attacchi!). Certo, la Serbia è un grande squadra, completa, in totale fiducia: serve bene, ha giocatrici alte e potenti, tocca tutto a muro e difende in maniera impressionante, anche con le centrali o l’opposto (Brakovcevic, ex Conegliano) e lo dimostrerà nel corso di tutti e tre i set.

Nel secondo set si attende la reazione delle azzurre che puntualmente arriva, subito con 3 muri punti di Guiggi che lanciano l’Italia avanti 5-1. Sorokaite è efficace in attacco, la Serbia torna a -1, poi viene cacciata nuovamente indietro da Guiggi e ancora Sorokaite, per rientrare sul 18-18 grazie a Brakocevic. Si va avanti punto a punto, ma nel campo azzurro cadono due palloni imbarazzanti, frutto di appoggi avversari e di incomprensioni azzurre… In ogni caso, l’Italia per ben tre volte ha la palla per chiudere il set, nel primo caso è fermata da un mani-out di Brakocevic, negli altri due spreca la chance prima al servizio e poi in contrattacco, con Costagrande. Di fatto, la partita finisce qui, il terzo set non ha storia nonostante il primo punto potentissimo di Diouf, finisce 25-18 e 3-0 Serbia.

L’Europeo azzurro si conclude ai quarti di finale. Diouf è la miglior marcatrice azzurra, con 14 punti. Dall’altra parte, 16 di Brakocevic e 15, come detto, di Rasic. Undici muri a nove per la Serbia, che ha messo a segno anche ben 12 ace contro i 3 dell’Italia. Gli errori azzurri sono 17, 8 quelli della Serbia.

SERBIA – ITALIA 3-0 (25-14 28-26 25-18).
SERBIA: Ognjenovic 6, Krsmanovic 7, Molnar 8, Brakocevic 17, Rasic 15, Nikolic 7. Libero: Cebic. Malagurski. Ne Malesevic, Veljkovic, Zivkovic, Bjelica. All.Terzic
ITALIA: Signorile 2, Costagrande 9, Guiggi 5, Diouf 14, Sorokaite 10, Arrighetti 9. Libero: De Gennaro. Bosetti C. 1, Bosetti L., Ne: Barcellini, Chirichelli, Camera. All. Mencarelli
Arbitri: Loderus (Ned) e Zulfugarov (Aze).
Spettatori: 3500. Durata Set: 22, 30, 25
Serbia: a 12, bs 5, m 11, e 8.
Italia: a 3, bs 6, m 9, e 18.

MARCO MENCARELLI: “Nel primo e terzo set la Serbia ha avuto un approccio molto aggressivo che abbiamo sofferto. Hanno trovato una continuità in battuta che ci ha messo a dura prova, rendendo il nostro attacco meno efficace. Nel secondo set abbiamo avuto delle opportunità per chiudere, però bisognava rischiare per farlo e non ci è andata bene. Nell’ultima frazione, nonostante il largo gap iniziale, abbiamo cercato di reagire fino alla fine, non solo come singole, ma soprattutto come gruppo.

INDRE SOROKAITE: “È un grande peccato che il nostro sogno finisca così, ma dopo la grande partita di ieri, oggi la Serbia ha dimostrato di essere davvero forte e ci ha messo sotto. Loro hanno giocato una grande pallavolo, non sbagliando praticamente niente, complimenti.

MARTINA GUIGGI: “La nostra partita è stata contrassegnata da alti e bassi, abbiamo sofferto in ricezione, non riuscendo a costruire un gioco. Durante il corso della gara siamo riuscite a far intravedere anche delle buone cose, ma ci è mancata la continuità perché loro ci hanno messo davvero in difficoltà. Bisogna ammettere che ora come ora sono a un livello superiore al nostro, però da qui bisogna ripartire e lavorare per il futuro.

NOEMI SIGNORILE: “Dispiace uscire così, perché dopo un buon secondo set giocato alla pari, nel terzo non siamo riuscite a contrastarle, mentre nel primo abbiamo pagato una gran brutta partenza.

VALENTINA DIOUF: “Stasera abbiamo giocato al loro ritmo e non al nostro. La Serbia è una squadra molto forte, oltretutto campione in carica, per batterla sarebbe servita una nostra grandissima prestazione, così non è stato. Da questo Europeo ho imparato che anche le sconfitte ti possono insegnare qualcosa, come si è visto nella partita contro la Polonia dopo il Belgio. Questa sera, invece, non ce l’abbiamo fatta.

Nelle semifinali (Berlino, 13 settembre) si affronteranno Germania-Belgio e Russia-Serbia (orari da definire). Il 14 settembre sempre nella capitale tedesca sono in programma gli incontri che assegneranno le medaglie: ore 17 finale 3-4 posto, ore 20 finale 1-2 posto.