COPENAGHEN (Danimarca) – La ricetta di Berruto è chiara: “Resistere, resistere, resistere“. Oggi alle 18, al Parken Stadium di Copenaghen, freddo, ma accogliente, andrà a giocarsi, con la sua Italia, la seconda finale continentale consecutiva, dopo la sconfitta contro la Serbia del 2011, a Vienna.

Di fronte ci sarà la Russia, che dal 2012 non perde più un colpo: oro olimpico, World League 2013. Proprio in quest’ultima manifetazione Savani e compagni hanno incontrato in tre occasioni, quest’anno, la squadra di Muserskiy, vincendo in una occasione (nella fase eliminatoria, a gironi), perdendo però poi nettamente la semifinale della Final Six, in Argentina. “Sono alti, grossi, tirano forte e vorranno sbranarci“, sottolinea coach Berruto, che finora ha dovuto cambiare la formazione iniziale sempre, sei volte in sei match, causa infortuni e acciacchi vari. Insomma, imbattibili? No.

L’Italia dovrà innanzitutto cominciare bene, il che non significa vincere per forza il primo set, ma restare lì attaccati comunque alla partita e nel punteggio alla Russia, per evitare che gli avversari prendano troppo fiducia. Poi, ricevere bene, anche se non sarà facile e soprattutto approfittare di un eventuale passaggio a vuoto che ci può sempre stare da parte dei russi, com’è capitato, per esempio, contro la Serbia, in semifinale, nel secondo set (perso sul 23-20 a favore…). Ecco, in quel caso, se ci sarà un calo di rendimento, l’Italia dovrà farsi trovare pronta per minare le certezze avversarie, instillare dubbi, innervosire insomma almeno un po’ gli avversari sul taraflex. Sembra questa l’unica arma possibile per mettere in crisi uno squadrone oggettivamente, oggi, più forte di qualunque altra squadra, al mondo, anche per la strapotenza fisica.

Per la nostra Nazionale è la decima finale Europea dal 1989, ovvero nelle ultime 13 edizioni: sei vittorie, dal 1991 al 2005 (contro Svezia, Olanda due volte, Russia due volte, Francia) e tre sconfitte, nel 1991 con l’allora Unione Sovietica, nel 2001 contro la Jugoslavia dei fratelli Grbic fresca campione olimpica e due anni fa, nel 2011, con la Serbia. Probabile un sestetto con Travica in regìa, Vettori opposto, Zaytsev e Parodi in banda, Birarelli e Beretta centrali, Rossini libero; dall’altra parte, Grankin in regìa, Pavolov in diagonale, Spiridonov e Sivozhelez ali, Muserskiy e Apalikov al centro.

Diretta ore 18.00 su RaiSport 1!