La Russia vola in testa al medagliere con due ori, l’Italia vince una medaglia pesante nella sciabola femminile, con la sua atleta emergente. Pioggia e vento di sera, sole di giorno. Copione fisso, per ora, a Montreux, il paese del Jazz, del Casinò, dei prezzi impossibili e anche… del ristoranti già chiusi dopo le 21.30, perché da queste parti si mangia alle 19, meglio se un’ora prima. Altrimenti, digiuno. Sulla scherma, comunque, non si scherza. Organizzazione perfetta (wireless a parte) per un evento fortemente voluto dal Comune locale, che cerca di offrire ai propri cittadini diverse manifestazioni in più ambiti, dallo sport alla musica, dalle arti al folclore. Per ora, con grande successo. La seconda giornata dei 28esimi Europei di scherma metteva in palio i titoli della sciabola individuale femminile e della spada maschile. Gare interessanti, bel livello tecnico in quella degli uomini, tante sorprese e grande spettacolo con le ragazze.

SCIABOLA FEMMINILE

La prova di sciabola femminile era molto attesa, sia per vedere all’opera le dominatrici di stagione, Kharlan (Ucraina) e Velikaya (Russia), che si sono spartite equamente le otto tappe di Coppa finora, sia per capire chi eventualmente avrebbe potuto spezzare il dominio dell’est. Ebbene, la rivoluzione è in parte avvenuta, per mano francese e azzurra, anche se poi… una delle due fenomenali atlete si è messa comunque al collo la medaglia d’oro. Ma andiamo con ordine.

GREGORIO SUPERSTAR

Il quartetto azzurro era composto da Rossella Gregorio, bronzo uscente, Ilaria Bianco, la veterana già oro nel 2003, in recupero dopo un po’ di problemi alla schiena, Loreta Gulotta e Irene Vecchi, bronzo a Zagabria 2013 e reduce da una stagione al di sotto delle sue aspettative. Ma è proprio lei a brillare di più nella fase a gironi, vincendo tutti gli assalti e soprattutto convincendo, anche contro Egorian. Bianco è in difficoltà fin dal mattino presto, pur battendo Dyachenko, Gulotta se la cava bene, Gregorio stranamente soffre, perdendo con Pascu, Navarra e Kravatska e vincendo gli altri tre incontri. Ma si rifarà, alla grande. A destare subito un’ottima impressione, assieme alla nostra Vecchi come detto, sono la solita Kharlan e Vougiouka, argento continentale a Legnano 2012, mentre soffre Velikaya, ma anche per lei la musica cambierà completamente.

SORPRESE

Poco male, si passa la tabellone a eliminazione diretta, dove le sorprese non mancano. Purtroppo esce subito , ai 32esimi di finale, Bianco, battuta dalla polacca Jowziak 14-15. Ai 16esimi tutte la favorite passano il turno, comprese Gregorio, Vecchi e Gulotta, soffrendo un pochino, ma non troppo. La sorpresa è Limbach, che supera 15-14 la n.2 del tabellone, nella parte bassa, Vougiouka, in crisi di risultati da un po’. Agli ottavi di finale, il turno dei derby: Lembach supera Berder in quello francese, Vecchi piuttosto agevolmente Gulotta nella sfida tutta azzurra; due italiane ai quarti di finale, buon risultato nella sciabola. Tra le magnifiche otto non mancano incontri di grande interesse: Egorian-Velikaya è forse la sfida più bella di giornata, vinta da Sofya, ma solo 15-14, dopo essere stata sotto per buona parte dell’assalto, anche se sempre di 1-2 stoccate. Sfida ad alto contenuto tecnico. L’aspetto curioso è che tre assalti su quattro di questo turno finiscono all’ultima ‘botta’ possibile, purtroppo fatale a Irene Vecchi, che cede 14-15 alla francese Lembach, assolutamente alla sua portata, bloccandosi nel finale dopo essere stata avanti 13-11. Un peccato, perché stava tirando veramente bene fin dai gironi e perché un’altra medaglia europea, due anni dopo la prima a livello individuale, sarebbe stata molto importante per la fiducia, vista la stagione non esaltante. Oggi ha comunque dato un grande segnale, soprattutto a sé stessa. Bentornata. La sfida a sorpresa tra Voronina, ucraina, e Pascu, rumena dalla scherma interessante, va a Olena, la prima, all’ultima stoccata, dopo un match molto lento.

IMPRESA

Ed eccoci all’impresa azzurra di giornata: che Rossella Gregorio fosse sulla rampa di lancio lo avevamo già detto e scritto da almeno due anni, da quella grande rimonta contro Anne Elizabeth Stone nella ‘finalina’ per il bronzo ai Mondiali di Budapest 2013 (riportò l’Italia avanti nell’assalto con gli Stati Uniti, sotto 0-10, anche se poi le azzurre furono comunque sconfitte), ma il grande ‘numero’ nei quarti di oggi, 15-11 all’ucraina, vale tantissimo, perché finalmente Rossella è riuscita a sconfiggere sua maestà Olha Kharlan, la dominatrice delle ultime due stagioni nelle quali ha sempre vinto Europeo, Mondiale, Coppa del Mondo. A Gand, in Coppa, aveva perso 14-15. Oggi si è rifatta. E come, poi. Addirittura per la prima volta in vita nostra abbiamo visto Olha girarsi verso il suo maestro per chiedere cosa dovesse fare in un momento di difficoltà. Personalità e tecnica: Rossella, la grande speranza della sciabola azzurra, sotto 7-10, ma sempre dentro l’assalto, ha infilato un parziale di 8-1, impressionante, chiudendo 15-11 con giallo dell’ultima stoccata, poi risolto. L’impresa più bella. Et voilàt, dunque, semifinali Gregorio-Lembach e Voronina-Velikaya. La seconda senza storia, o quasi, finita 15-11 per la russa. La prima tiratissima, con Rossella sotto 1-4 subito, capace di rimontare, tornare sotto, rimontare di nuovo fino al 14-14. Tutto in una stoccata. Gregorio avanza decisa, Lembach sceglie di difendere e riesce a piazzare la parata vincente, anche con un pizzico di fortuna. E dire che sempre per una stoccata la stessa Lembach, bestia nera odierna delle azzurre, aveva battuto Vecchi. La sciabolatrice campana ci rimane di bronzo, confermando quello vinto un anno fa: un grande risultato, ma resta l’amaro in bocca, soprattutto dopo aver battuto Kharlan. Sarebbe stato bello vederla in finale con l’altro fenomeno, Velikaya, che l’aveva sconfitta qualche mese fa alla prima finale assoluta in Coppa del Mondo. A proposito: Lembach si dimostra in giornata di grazia nell’ultimo atto, ma contro un fenomeno nulla ha potuto. Impegna allo spasimo la russa in un assalto tirato. Sotto 13-9, rimonta, va avanti 13-14, fa impazzire le sue compagne che tifano come matte in tribuna, poi la classe di Sofya ha la meglio, con botta finale messa in sicurezza, all’attacco. Oro Velikaya, il terzo dopo quelli del 2006 e 2008. Interrotta la striscia vincente di quattro successi consecutivi da parte della Kharlan.

SPADA MASCHILE

A Montreux arriva finalmente il tutto esaurito nel giorno degli spadisti svizzeri. Steffen, Borsky, Kauter e Heinzer sono attesissimi, sia per la prova individuale che, soprattutto, in quella a squadre, prevista più avanti. I primi tre, però, usciranno presto, lasciando la Nazione di casa in mano a Max Heinzer, spadista di piccola taglia, ma molto combattivo e attaccante nato. Soprattutto, sa come aizzare la folla. Arriverà fino all’ultimo atto. In chiave Italia, Pizzo, Fichera e Garozzo tirano bene nella fase preliminare, mentre Santarelli va subito in difficoltà e perderà poi nei 64esimi di finale contro il bielorusso Chartovich, atleta assolutamente alla portata. Ai 32esimi di finale esce subito, clamorosamente, l’estone Novosjolov, già due volte campione del mondo, per mano del portoghese Joao Cordeiro. Anche Fiedler saluta subito, battuto 15-14 dal rumeno Timoce. Si ferma pure Fichera, 10-15 con Jerent, mentre Pizzo e Garozzo approdano agli ottavi. Il siciliano purtroppo si perde nell’assalto con Boczko, 12-15, dopo essere stato avanti 5-1. Heinzer esalta la svizzera e dai quarti di finale in poi, pur senza Italia (Garozzo cede di un niente, 14-15, con tanta sfortuna, al transalpino Jerent), assistiamo a un bellissimo spettacolo tecnico. La Francia porta tre atleti tra i migliori otto, anche se Blaszyck cadrà nel derby con Grumier (10-15); Jerent si arrende a Sukhov, Boczko regola Gustin solo 12-11, ma l’assalto più spettacolare è Heinzer-Khvorost, chiuso 14-12 al minuto supplementare, raggiunto causa passività. In caso di ulteriore pareggio, la vittoria sarebbe andata all’ucraino, sorteggiato con la priorità a favore. Ma Heinzer mette due botte una più bella dell’altra. Finale Grumier-Heinzer , giusta, attesa, pronosticabile, con il francese che soffre solo all’inizio per poi dominare l’assalto nel finale. Oro Grumier, n.1 del raking mondiale, assolutamente meritato. E’ il primo per lui a livello continentale. Onore a Heinzer, per l’Italia buone sensazioni comunque in vista dell’importantissima prova a squadre. Azzurri con un oro, due argenti e due bronzi dopo due giornate di gare e quattro armi. Non male.