Bilancio agrodolce” dice il presidente Federale, Giorgio Scarso. L’Italia esce dagli Europei di scherma con 10 allori, come lo scorso anno, tre ori, tre argenti, quattro bronzi, vincendo ancora il medagliere assoluto, pur per un solo bronzo e all’ultima giornata, nei confronti della Russia, che chiude con 3 ori, 3 argenti e 3 bronzi. Ma ribadisce ancora una volta, al mondo della scherma, di essere la squadra da battere, con la concorrenza molto vicina. Quella della scherma è una Federazione destinata a vincere per forza e a suscitare polemiche se non ottiene un bottino sontuoso. L’ultima giornata della manifestazione a Montreux ha cambiato nuovamente le prospettive, fermo restando le delusioni arrivate da fioretto e spada maschile a squadre. In ottica Mondiali di Mosca e possibilità da podio verso Rio 2016 i motivi per sorridere, però, certo non mancano. Bisogna anche ribaltare qualche luogo comune e rendere edotto chi segue questo sport solo saltuariamente: il movimento è decisamente cambiato, vincere è diventato oggi, sempre più difficile, sì anche nella scherma, sì anche per l’Italia, e, a parte il fioretto femminile, dove Italia e Russia hanno decisamente un vantaggio netto sulla concorrenza, e spada maschile, dove i francesi dominano, per il resto tutto può succedere, nelle altre armi, sia a livello europeo che Mondiale, con tante Nazioni competitive. Ne elenchiamo qualcuna? Eccole, a livello assoluto: Italia, Russia, Francia, Ungheria, Polonia, Romania, Estonia, Spagna, Gran Bretagna, Corea, Cina, Egitto, Venezuela, Stati Uniti, Repubblica Ceca, Svezia, Norvegia, Germania, Svizzera, persino Belgio e ne dimentichiamo sicuramente qualcuna. Certamente non sono tante come quelle papabili per una medaglia in sport quali atletica e nuoto, no, ma sono comunque in crescita verticale rispetto anche solo agli anni ’90.

Ecco il nostro personale pensiero post europeo arma per arma.

FIORETTO MASCHILE

Resta da capire perché un’Italia così forte, questo sì da sempre, a livello individuale, a volte si perde nella prova a squadre (sconfitta nei quarti 45-25 dalla Gran Bretagna, compagine di buon livello, ma certo non top), che spesso sembra essere ‘uno sport’ a parte rispetto alle gare singole. Gli azzurri comunque sono forti, molto forti. Cassarà vuole fortissimamente l’oro olimpico individuale, unico trofeo che gli manca, e in certi momenti sembra dare l’impressione di essere imbattibile. Se mantiene concentrazione e voglia di vincere viste a Montreux fino a Rio, nessun traguardo gli sarà precluso. Bisogna ritrovare Baldini ad alto livello perché può dare ancora molto, ma i ricambi, come sempre, non mancano, visto che gli esordienti Luperi e Garozzo sono andati subito a medaglia. Italia, Russia, Germania, Francia e Gran Bretagna restano le Nazioni top, in quest’arma, a livello europeo.

FIORETTO FEMMINILE

Italia e Russia sopra tutte, come sempre negli ultimi 15 anni. Dopo Germania, Romania e, in parte, Polonia, da due lustri abbondanti sono le russe le principali antagoniste delle azzurre e qualche dispiacere lo hanno anche inflitto a Vezzali e compagne (per esempio Torino 2006, Pechino 2008, Catania 2011). Ma sempre meno di quanto non abbiano fatto le azzurre con la squadra oggi allenata da Cerioni. L’Italia è forte, fortissima, anche se, non ce ne voglia nessuno, le competizioni a squadre non risultano sempre avvincenti fino allo scontro tra le due Nazioni dominanti. Elisa Di Francisca ha saputo vincere senza, parole sue, tirare al top tecnicamente, si porta a casa un altro double d’oro, e resta una fiorettista molto completa con la capacità unica di adattarsi a ogni tipo di avversaria che si trova di fronte. Se fisicamente e mentalmente è al top, forse solo Arianna Errigo, oggi, può sconfiggerla. La monzese si è arresa proprio alla jesina nella prova individuale, come accaduto anche nella finale mondiale di Parigi 2010 e olimpica di Londra 2012, ma l’assalto di semifinale qui a Montreux, derby tutto italiano, non è analizzabile tecnicamente in quanto “tsunary” è stata troppo debilitata, negli ultimi due mesi, da molti virus per essere anche sono vicina al top. A Mosca difenderà il doppio oro mondiale vinto tra Budapest e Kazan, salterà gli imminenti Assoluti di Torino e l’importante, per lei, sarà ritornare al top fisicamente anche e soprattutto per Rio. A quel punto, come per Elisa, nessun resultato le sarà precluso. Le russe ci sono sempre, Korobeynikova e Deriglazova su tutte, ma ancora non raggiungono, almeno individualmente, il livello delle italiane. E nelle prove a squadre si perdono sempre all’ultima stoccata, situazione sulla quale lavorare. Valentina Vezzali, che abbiamo visto tirare bene sulle pedane svizzere finché la stanchezza fisica non ha preso il sopravvento (a 41 anni, non dimentichiamolo), si giocherà in Russia chance decisive per l’approdo all’Olimpiade di Rio, che sarebbe la sua sesta da Atlanta ’96 (20 anni di Giochi…) Martina Batini ha tirato bene nella prova a squadre e tutto sommato pure nell’individuale, anche se si è arresa all’ungherese Varga. E’ in recupero. Per il momento non è l’atleta che vinse argento europeo e mondiale un anno fa, ma può ritrovare quello smalto e lo sto facendo. Urge farlo in fretta, però. Detto questo, se francesi, ungheresi, rumene e tedesche oggi sono lontanissime da russe e italiane, attenzione allo spauracchio che si profila aal’orizzonte. Ha un nome e un cognome: Leonie Ebert, classe ’99, tedesca, fresca di oro iridato tra i cadetti e bronzo giovani, a soli 15 anni, un talento che Andrea Magro, oggi ct della Germania, sta facendo crescere con la giusta pazienza. E’ il fenomeno annunciato per il futuro. L’Italia, con Alice Volpi scalpitante e tutte le ragazze di cui sopra, dorme comunque sonni tranquilli, per ora.

SCIABOLA FEMMINILE

Le azzurre ci sono, competitive sia a livello individuale che a squadre ed è una gran bella notizia. Rossella Gregorio è sulla rampa di lancio, la sapevamo, lo avevamo già detto e scritto, e ora ha finalmente battuto anche Olga Kharlan, la n.1 al mondo, importante per il morale. Ma forse la notizia più importante è il recupero ad alto livello di Irene Vecchi, che è arrivata a una stoccata dalla medaglia nella prova singola ed è stata nettamente la migliore in quella a squadre. Lei ha riportato l’Italia sotto nel penultimo assalto della semifinale con la Francia, con un parziale di 11-5 alla Berder. Purtroppo, non è bastato. Gulotta ha fatto il suo, Bianco, risolti i problemi alla schiena, si è persa nell’individuale dopo un buon inizio nella fase a gironi, tirando poi bene a squadre. Certo, la concorrenza è feroce. Le azzurre hanno chiuso quarte nella gara a squadre, battute da un’Ucraina che, Kharlan a parte, è ampiamente alla nostra portata. A livello individuale, in assoluto, la migliore resta proprio Olga, pur priva di medaglie nella gara singola (ha chiuso 5a, battuta ai quarti dalla nostra Gregorio); a squadre, la Russia è la Nazione più compatta e con pochi punti deboli (Gavrilova, Velikaya, Diachenko ed Egorian sono difficili da superare, perché tutte forti e competitive al massimo). La vera novità, non certo di questi giorni svizzeri, è rappresentata dalla Francia, attesa a grandi livelli. Squadra giovane, in crescita, con Lembach al momento capofila (argento individuale e a squadre qui a Montreux), ma Boudiaf, Berder e soprattutto Brunet ad assicurare un futuro roseo. Al momento le transalpine non valgono le russe, ma non sono nemmeno così distanti dal team di Bauer. Uno spauracchio in più per l’Italia di Sirovich. Aggiungeteci coreane e americane, oltre alle ucraine, e vi rendere conto che non è facile primeggiare in quest’arma. Le azzurre però quest’anno hanno saputo conquistare una prova di Coppa e battere tutte le Nazioni più forti, almeno una volta. A Rio ci sarà da divertirsi. E segnatevi un altro grande nome per il futuro: Anna Marton, ungherese, classe ’95. Nei quarti di finale, contro l’Italia, ha rifilato due parziali pesanti a Vecchi e Gregorio e quasi recuperato un passivo di dodici stoccate. Occhio che arriva….

SCIABOLA MASCHILE

A nostro avviso, l’arma più bella ed elettrizzante da vedere, sia a livello individuale che a squadre. Gli azzurri hanno sfiorato il podio che avrebbero meritato nella prova singola, ma anche qui la concorrenza è tremenda. Tutti i russi sono fortissimi e poi c’è fenomeno Szilagy, campione olimpico ed europeo in carica, non certo per caso. Ma tedeschi, francesi, rumeni, cinesi e coreani, per allargare il campo al mondo, fanno paura. Abbiamo visto un Montano in formato deluxe a Montreux, arrabbiatissimo per la sconfitta con Yakimenko nei quarti a livello individuale, ma poi assoluto trascinatore a squadre, pur senza ciliegina sulla torta finale. Montano e Occhiuzzi assicurano continuità nel presente, Berrè e l’esordiente Curatoli, un gran talento, per il futuro, senza naturalmente dimenticare Samele. Peccato per la prova a squadre, con gli azzurri bravissimi a superare Bielorussia e Romania e poi capaci di lottare fino alla fine con i tedeschi campioni del mondo (e privi di Limbach) nella Finale per l’oro. Davvero una beffa per Aldo Montano, il migliore di tutti oggi e poi battuto per una sola stoccata da Wagner. La Germania ha vinto 44-45, ma l’Italia c’è e a Mosca, durante i Mondiali, lotterà per le medaglie in entrambe le prove.

SPADA

Altra conferma per le azzurre e soprattutto per Rossella Fiamingo, spadista da grandi eventi se ce n’è una. La siciliana ha sfiorato il titolo europeo da campionessa del mondo in carica, ma dopo una stagione difficile è grasso che cola. Si è ritrovata completamente, è in forma, in fiducia e ora torna a essere pericolosa per tutte. Nella prova individuale era lecito attendersi qualcosa di più da Bianca Del Carretto, oro uscente e sconfitta al primo turno del tabellone a eliminazione diretta, e poi anche da Navvaria e Boscarelli. A squadre, ottavo podio nelle ultime gare, conferma di bronzo dopo Strasburgo 2014, ma bisogna fare un passo avanti perché l’oro, sia europeo che mondiale, è alla portata di queste ragazze anche se non arriva da Antalya 2009. La sconfitta con la bestia nera Estonia, in semifinale, dimostra che c’è ancora qualcosa da registrare. Urge un cambio di marcia quando si affrontano Kirpu e compagne, soprattutto nei primissimi assalti della sfida. In ogni caso, Fiamingo e compagne sono da medaglia oggi e lo saranno certamente anche fra un anno, per Rio. Una carta importantissima. Per gli azzurri, Fichera, Garozzo, Pizzo e Santarelli, una buona prova a livello individuale, disastrosa a squadre: chiusura con il 12esimo posto finale dopo i ko con Repubblica Ceca e Israele. La qualificazione olimpica per team è appesa a un filo: bisognerà vincere i Mondiali per qualificarsi e con questa Francia è dura. Ma Pizzo e compagni hanno cuore e voglia e possono ancora riscattarsi. In quest’arma, al momento, c’è una sola squadra a comandare: la Francia si è presa l’oro individuale con Grumier e quello a squadre con un team fortissimo. Non c’è nulla da dire. Sono i più forti da due anni, nettamente. Onore al merito. Svizzera, Estonia, Ucraina, Ungheria, Russia e Germania, oltre ai transalpini ovviamente, al momento hanno qualcosa in più di noi. Urge rimediare, in fretta.