Trionfo e gloria. Previsto, ma forse non con un crono così basso. I gemelli del nuoto italiano nobilitano la prima finale in programma della terza giornata alla 33esima edizione dei campionati europei, in svolgimento all’Aquatics Centre di Londra. Gregorio Paltrinieri suona la sua marcia trionfale e vince i 1500 stile libero col record europeo di 14″34″04 battendo il suo precedente che risaliva al 9 agosto 2015 quando vinse l’oro mondiale a Kazan (14’39″57). Il tre volte campione europeo, consecutivamente dal 2012, suona una sinfonia d’autore costruita con il suo incedere asimmetrico e saltellante, che fende l’acqua come mai nessuno quest’anno al mondo e sorprende per efficacia, forza e potenza.

GARA

Trenta vasche da 29 e mezzo o 29 netto che sbaragliano la concorrenza già dai 200 metri quando il 21enne di Carpi tesserato per Fiamme Oro e Coopernuoto saluta la truppa e se ne va (ai 600 -0.11, 800 -0.61, 1000 -1.57, 1200 -3.13, 1400 -4.89 chiusura in 56.69 per -5.63 sul precedente). Dietro di lui vince la battaglia degli “umani” Gabriele Detti, che dopo l’oro nei 400 stile libero, dimostra di stare bene e chiude conquistando l’argento in 14″48″75, davanti alla new entry l’ucraino Mykhalylo Romanchuk terzo col tempo di 14″50″33. L’ultima doppietta europea fu a Berlino 2002 con Emiliano Brembilla e Massimiliano Rosolino nei 400 stile libero. “E’ venuto fuori un garone – racconta Greg, campione europeo dal 2012, appassionato di Nba – non pensavo di fare questo tempo e sono contentissimo. Mi sto allenando più che mai ed ho scaricato solo due giorni fa. Aspetto le olimpiadi da tanto e questa è una tappa di passaggio ma che indica la strada giusta. L’importante sarà arrivare a Rio mettendo in atto questo tipo di lavoro fatto. Sono molto contento per Gabriele perchè è in forma e si sta confermando ai vertici internazionali. Io non costruirò mai una gara per fare il record del mondo. Importante è vincere a Rio e andrebbe bene fare anche 14″40. Oltretutto il cinese Sun chiude in 53″ mentre io in 56″ le ultime due vasche. Questo significa che dovrei arrivare ai 1400 metri con un vantaggio di 6 secondi. Ognuno nuota con la propria tattica e vedremo quello che succederà. A Kazan ero tirato ed in piena forma. Qui era difficile porter immaginare questo tempo“. Insieme ad Ostia sotto gli ordini del tecnico federale Stefano Morini la coppia azzurra sta riscrivendo la storia attraverso un amicizia e una bella rivalità sportiva. “Il secondo posto era quello che volevo – risponde Gabriele, classe 1994 del segno della vergine come Greg e più grande di sette giorni rispetto al suo compagno – ho fatto una fatica mostruosa e l’ucraino mi ha dato filo da torcere. Meno male che alla fine ne avevo di più e ho toccato avanti. Avrei voluto tre o quattro secondi al mio tempo ma non sarebbe servito. Stiamo lavorando molto bene in vista delle prossime olimpiadi.”

D’ARRIGO

Torna a disputare una finale europea Andrea Mitchell D’Arrigo, già d’argento dei 400 stile libero a Berlino 2014. Il 21enne romano di Castel Gandolfo – che studia e si allena in Florida coi Gators di Gregg Troy – purtroppo peggiora il tempo della semifinale e chiude ottavo in 1’48″05 (52″61) nella finale vinta dall’olandese Sebastiaan Verschuren (1’46″02). “Ho provato a partire molto forte ma non ci sono riuscito e ho sbagliato gara – racconta l’azzurro ha un personale di 1’47″18 e già sotto al tempo limite di 1’47″8 richiesto per la qualificazione olimpica nella staffetta, ma deve ancora certificare il pass per i Giochi – ora penso a far bene con la staffetta che deve raggiungere la qualificazione ai giochi. Io do sempre il massimo fin dalla batteria emi dispiace non aver migliorato il tempo“.

CARRARO

Martina Carraro è quinta nella finale dei 100 rana col crono 1’07″81 peggiorando di 28 centesimi il tempo delle semifinali e restando ancora lontana dal record stabilito ai campionati italiani in 1’06″41. Vince con 1’06″17 il fenomeno lituano Ruta Meilutyte, campionessa olimpica e mondiale, nonché primatista mondiale in che si allena a Plymouth ed in stagione ha già nuotato in 1’05″82. Mancava dalla finale Arianna Castiglioni che vinse il bronzo a Berlino due anni fa. “Avevo già sentito dal riscaldamento che non avevo sensazioni positive di Riccione. Non sono riuscita a mantenere la stessa forma ed era difficile nuotare 1’06 di nuovo. Ora valgo questo tempo” chiude l’esordiente alla sua prima finale europea che debuttò in nazionale ai mondiali di Roma 2009.

DI PIETRO

Silvia Di Pietro (Forestale/CC Aniene) è settima nei 100 stile libero con 55″11 (26″36). La romana allenata da Mirko Nozzolillo, lunedì d’argento con la staffetta 4×100 stile libero alla prima finale individuale della specialità osserva il gotha della velocità mondiale che si conferma anche a livello europeo. Vince la campionessa mondiale Sara Sjostroem con 52″82, davanti alla campionessa olimpica l’olandese Ranomi Kromowidjojo seconda in 53″24. “Ero un po’ stanca ma ho messo tutto quello che avevo. Le sensazioni positive non corrispondevano al reale valore della mia prestazione” conclude l’azzurra primatista italiana dei 50 stile libero che valse il quino posto a Berlino 2014.

TURRINI

Un quarto posto beffardo per Federico Turrini nei 200 misti. Il 28enne livornese – allenato da Stefano Franceschi per Esercito e Nuoto Livorno e bronzo in carica dei 400, migliora rispetto alla semifinale (2’00″57) e chiude in 2’00″28 ((56″97 ai 100) migliorandosi di 29 centesimi rispetto alle batterie. Serviva scende sotto l’1’59″76 del portoghese Alexis Manacas Santos medaglia di bronzo. U tempo alla portata per l’esperto poliedrico azzurro che come al solito lascia tanti centesimi nella rana (7) per poi aprire il gas nello stile libero e recuperare fino ai pedi del podio. Ha vinto a sorpresa il greco Andrea Vazaios, specialista della vasca corta bronzo a Netanya ’15 sulla distanza, che vince il suo primo oro in carriera col personale di 1’58″18. “C’è rammarico perchè a parte il primo il podio era raggiungibile – dichiara l’azzurro che ha come best 1’58″86 nuotato a Riccione il mese scorso – ho nuotato tre volte intorno a questi tempo e in questo momento valgo questo. Non era facile mantenere la forma rispetto agli assoluti dove ho fatto il personale. Mi aspettavo un buon piazzamento perché c’era qualche assente e potevo cogliere una buona occasione. Adesso mi concentrerò sui 400 misti”.

SEMIFINALI

Ben cinque azzurri centrano le finali di domani pomeriggio. Luca Pizzini va in finale dei 200 rana con l’ottavo ed ultimo tempo utile delle semifinali in 2’11″54. “Ho compiuto un altro passo in avanti – racconta il 27enne veronese di Carabinieri e Fondazione Bentegodi seguito al centro federale di Verona dal tecnico Tamas Gyertyanffy. Rispetto a questa mattina ho limato oltre un secondo e l’obiettivo resta il tempo olimpico (2’10 ndr)”. In finale col primo crono l’inglese Ross Murdoch in 2’09″79 che sorprende il campione del mondo e d’Europa il tedesco Marco Koch (2’09″89).
Due esordienti in finale. Sara Franceschi e Carlotta Toni staccano il pass per la finale nei 200 misti, rispettivamente col quinto tempo (2’12″95) e con il settimo di 2’13″93. “Sono molto contenta di questo piazzamento – racconta la Franceschi 17enne livornese, figlia del tecnico federale Stefano- In finale posso far meglio. Ringrazio la Preside della mia scuola che mi ha permesso di esser a Londra, giustificando molto giorni. Sto facendo esperienza e a livello agonistico mi sento rinfrancata”, sottolinea l’atleta della Nuoto Livorno che ha un personale di 2’12″82, a undici centesimi dalla migliore prestazione italiana nuotata col costume in tessuto da Ilaria Cusinato il 23 aprile scorso. Il tempo limite per le Olimpiadi, però, è molto più basso e si attesta sul 2’12 netto. “Vorrei la cuffia della Hosszu – racconta Carlotta 21enne fiorentinadella RN Florentia, allenata da Sergio Pasquali – sarebbe un grande regalo per la conquista di questa finale. Mi dispiace aver peggiorato il tempo d’ingresso e domani proverò a far meglio”.