Due punte in più (gli onomatopeici Dotto&Detti), una qualificata in più (Polieri), una certezza in meno (la 4×200 stile libero femminile, al momento solo da finale Olimpica). Al di là di medaglie, tempi e numeri, l’Italia del nuoto esce dall’Acquatic Centre di Londra consapevole della strada giusta intrapresa verso i Giochi di Rio, che si apriranno il prossimo 5 agosto con la Cerimonia d’Apertura.

VERSO RIO

La rassegna continentale certifica lo status di “campione” raggiunto da Luca Dotto e Gabriele Detti (per noi vero atleta della manifestazione con l’oro nei 400sl, il doppio argento tra 800 e 1500sl e il bronzo con la 4x200sl), la maturità di Sabbioni (per la medaglia nei 100 dorso, non per il crono) e apre la finestra sul futuro soprattutto con le giovani o giovanissime Toni, Franceschi e Quadarella, tanto per non fare che tre nomi. Insomma, da una parte crescono le certezze per le Olimpiadi, dall’altra, obiettivo del dt  Butini visto il numero elevato di atleti convocati per Londra, si guarda già al prossimo quadriennio con talenti interessanti e rinnovata fiducia. Ma il mondo non sta a guardare: l’Europa conta, eccome, in questo sport, da sempre, Australia, Stati Uniti, Canada, Cina, Giappone, Sudafrica in primis renderanno però la corsa alle medaglie brasiliane decisamente ardua per gli azzurri, oltre a Gran Bretagna, Olanda, Ungheria, Russia, Spagna, Svezia, Danimarca e Francia. Al momento attuale, una buona garanzia sul podio a Rio de Janeiro la possono dare solo Federica Pellegrini sui 200 stile libero e Gregorio Paltrinieri (favorito per l’oro) sui 1500. Stop. A Dotto serve almeno mezzo secondo in meno sui 100sl rispetto al suo primato italiano (lo sa benissimo) appena stabilito a Riccione, mentre Detti sui 400sl si trova una concorrenza tremenda per esempio con Hagino, Horton, Guy. Idem se non peggio sui 1500sl, con l’amico Greg, Sun Yang, Horton, Jaeger. E ci auguriamo di vederlo stabilmente sui 200sl dopo Rio. Chiaro, possono farcela anche loro, eccome, ce lo auguriamo, ma l’impresa è più ardua rispetto a quella che aspetta Greg&Fede. Il primo dovrà solo pensare a sé stesso, perché in caso di primato del mondo in Brasile, possibile, difficilmente l’oro gli sfuggirà. La seconda, senza Sjoestroem (la cui presenza sui 200sl resta un mistero, per noi più no che sì), e considerato il lavoro perfetto che sta portando avanti da due anni a questa parte (a differenza del difficile cammino pre-Londra) arriverà sicuramente al top per la sua gara, con ampie chance di podio e una testa da campionessa come poche altre. Ma la possibilità di conquistare o meno un altro incredibile oro dopo Pechino 2008 (obiettivo mai dichiarato, ma ben chiaro nelle mente di Federica) dipenderà soprattutto da Ledecky. Se, come pensiamo, il fenomeno americano sarà in grado di scendere anche sotto l’1’54” già agli imminenti Trials americani, fra un mese, in Nebraska, il primo posto sul podio potrebbe essere ampiamente prenotato in Brasile sui 200 stile libero, implicazioni psicologiche o meno (una Finale contro Pellegrini su questa distanza va sempre nuotata, sia chiaro, se però hai due secondi di vantaggio come margine e sei una campionessa, difficile pensare di perdere;  il nuoto non è una scienza esatta, per fortuna, ma quasi…). Altrimenti, soprattutto in caso di gara un po’ più lenta, nervosa, imprevedibile, tutto potrà succedere. Di sicuro la fuoriclasse veneta farà di tutto per giocarsi le sue chance fino in fondo senza trascurare il minimo dettaglio. Il passaggio veloce ai 100 ora c’è ed è stato metabolizzato, resta da togliere almeno un secondo, possibilmente anche un secondo e mezzo al crono vincente di Londra senza perdere il grande ritorno sull’ultima vasca. Avanti tutta.

ALTRE CHANCE

La 4×100 stile libero maschile, bronzo iridato uscente, dovrà ritrovare il miglior Orsi per sperare in una chance da podio. Non è impresa impossibile, restiamo fiduciosi. Più di un dubbio avvolge invece la 4×200 stile libero donne, visto che il tempo non è molto per rimettere sulla strada della forma migliore Mizzau, Pirozzi, magari ritrovando Chiara Masini Luccetti. Bianchi, Turrini, Sabbioni, la 4×100 mista femminile, Carraro, la 4×100 stile femminile, Rivolta sono tutti da finale olimpica. Non è poco. Per il resto, le certezze europee sono sempre le stesse: Manaudou, Peaty, Cseh, Kawecki, Lacourt tra i maschi (più l’assente agli Europei Morozov), Kromowidjodjo, Sioestroem, Hosszu, Pedersen, Meylutyte a livello femminile, con la sorprendente Kapas (oro dai 400 ai 1500 e con la staffetta 4x200sl) e la tedesca Hentke. La rassegna continentale è stata decisamente più interessante e divertente rispetto a quella di Debrecen 2012, grazie anche alla presenza di tutti gli atleti più forti eccezion fatta per Biedermann e Morozov. Non sono caduti primati mondiali, no, perché i fenomeni erano ‘solo’ in discreta forma, non al top ovviamente a due mesi e mezzo dai Giochi. Ma le sfide all’ultimo centesimo non sono mancate, le sorprese nemmeno, i primati dei campionati neppure (più di 20) e Paltrinieri ha saputo ritoccare il suo primato Europeo sui 1500sl. Tornando all’Italia, la classifica per Nazioni vinta ha un suo peso specifico non indifferente, così come i personali stabiliti (dieci) e il numero di finali raggiunte. Resta un neo: a parte Polieri, nessun altro atleta dopo Riccione ha raggiunto la qualificazione olimpica (staffette escluse) a livello individuale (i nomi sono dieci: Pellegrini, Bianchi, Carraro, Polieri, Dotto, Detti, Paltrinieri, Rivolta, Sabbioni e Turrini). Ma c’è ancora il Sette Colli a fine giugno per gli ultimi pass.

Morale: avanti con moderata fiducia. Rispetto al pre-Londra, è già tutta un’altra storia…