HERNING (Danimarca) -  L’oro di Federica Pellegrini nei 200 stile libero, l’argento dellastaffetta 4×50 stile libero maschile, i bronzi di Stefano Mauro Pizzamiglio nei 100 misti e Filippo Magnini nei 200 stile libero e i record italiani di Piero Codia nei 50 farfalla e Lisa Fissneider nei 100 rana chiudono la 17esima edizione dei campionati europei di nuoto in vasca corta, ad Herning, in Danimarca. Gli Azzurri conquistano 12 medaglie – una d’oro, cinque d’argento e sei di bronzo – stabiliscono 12 record assoluti, nuotano 11 migliori prestazioni italiane con costume in tessuto e migliorano 54 primati personali. Numeri che rendono positivo il bilancio dell’Italnuoto che per numero di medaglie è stato superiore solo a Trieste nel 2005 (13), Rijeka nel 2008 (18) ed Eindhoven nel 2010 (18). L’Italnuoto peraltro è seconda alla Russia per numero di medaglie conquistate (22 contro 12) e nella classifica per nazioni, che tiene conto sino al ventesimo posto nelle gare individuali e sino al decimo posto nelle staffette (1076 punti contro 891).

Bonnet, Pellegrini, Popova

Il podio dei 200sl agli Europei di Herning 2013

Il passo della “divina”. Autorevole. Impetuoso. Certo. Segna la strada dell’Italia che conquista la prima medaglia d’oro ai campionati europei di nuoto in vasca corta, ad Herning, in Danimarca. Federica Pellegrini (CC Aniene) vince i 200 stile libero in 1’52″80 (passaggi 26″98, 55″86, 1’24″69) precedendo la francese Charlotte Bonnet, che si conferma d’argento in 1’53″26, e la russa Veronika Popova, bronzo in 1’53″62 dopo essere stata per quasi metà gara sotto al record del mondo (54″93 contro 54″84). Senza mezze misure. La primatista mondiale sa salire solo sul gradino più alto del podio nei 200 stile libero dei continentali indoor, come nel 2005, 2008 e 2009. “Sono sorpresa perché non pensavo di scendere sotto all’ 1’53 e sono contenta perché era dal 2009 che non vincevo la gara ai campionati europei in vasca corta – racconta la 25enne di Spinea seguita da Philippe Lucas e Matteo Giunta – La tappa principale resta l’Europeo di Berlino. Da gennaio cominceremo gli allenamenti tosti. Questa medaglia è una grande inizione di fiducia“. Per Federica Pellegrini si tratta della quarta prestazione mai nuotata e della migliore italiana col costume in tessuto, ben al di sotto dell’ 1’54″51 che aveva nuotato il 20 aprile scorso in occasione della finale del campionato a squadre, al centro federale di Verona. Buona anche la prova di Alice Mizzau (Fiamme Gialle / Team Veneto) che, dopo aver abbassato sensibilmente il personale dall’ 1’56″69 all’ 1’55″75 nelle eliminatorie, diventando la seconda performer italiana di sempre avanti a Flavia Zoccari, segna l’ottavo tempo in 1’55″96. “Devo imparare ancora a gestire le gare in vasca corta – racconta la20enne friulana di Beano seguita da Max Di Mito – Penso di essere passata abbastanza veloce perché volevo provarci. Sono comunque molto soddisfatta del primato personale di stamattina perché vuol dire che ho compiuto molto passi avanti“.

Gran colpo di Stefano Mauro Pizzamiglio (Fiamme Oro). Il 22enne milanese allenato da Fabrizio Bastelli a Bologna conquista la medaglia di bronzo nei 100 misti in 52″81, avvicinando le migliori prestazioni italiane in tessuto di 52″77 e 52″92 firmate nei turni precedenti. Pizzamiglio, già argento con la 4×50 mista, chiude un campionato che ne evidenzia il continuo progresso con il quarto posto in ex aequo nella finale dei 50 dorso con Niccolò Bonacchi e la migliore prestazione italiana in tessuto di 23″55 che aveva firmato in semifinale. “Sono molto contento – racconta – L’importante era riuscire a prendere la medaglia dopo il quarto posto nei 50 dorso. Non ho fatto una bella gara dal punto di vista cronometrico, ma l’importante era mettere la mano avanti e sono molto contento. Questa medaglia vale tanto dal punto di vista personale perché trasmette consapevolezza e fiducia e mi aiuterà a superare i momenti difficili“. Prima di Pizzamiglio la coppia russa formata da Vladimir Morozov in 51″20 e Sergey Fesikov in 52″23.

Si lotta per il bronzo nei 200 stile libero maschili. L’occasione è favorevole con l’assenza dell’intero podio di Chartres, a cominciare dal francese Yannick Agnel, eletto migliore atleta europeo dell’anno. Preclusi i primi due posti, andati come prevedibile ai russi Daniil Izotov in 1’41″70 e Nikita Lobintsev in 1’42″33, Filippo Magnini (Team Lombardia MGM) non si lascia pregare e conquista la medaglia di bronzo in 1’43″34 in ex aequo con l’ungherese Dominik Kozma. Il 31enne pesarese, che ha vinto la distanza dal 2004 al 2007, torna sul podio dopo l’argento nel 2011 e precede Andrea Mitchell D’Arrigo (Aurelia Nuoto), che dopo il personale delle batterie in 1’44″83 segna l’ottavo tempo in 1’44″60. Un ulteriore momento di crescita per il 18enne romano di Castel Gandolfo che studia e si allena in Florida con i Gators di Gainesville del coach Gregg Troy e che giovedì ha conquistato il bronzo nei 400 stile libero in 3’40″54 diventando il terzo performer italiano con costume in tessuto alle spalle dei gemelli Massimiliano Rosolino & Emiliano Brembilla. “Sapevo che i due russi erano molto in forma visto i 400 di Lobintesv e i 100 di Izotov. Dovevo mordere i capelli all’ungherese perché se fossi rimasto sulle caviglie non sarebbe bastato; sono riuscito a seguirne il passo e negli ultimi 25 ho dato tutto – spiega Re Magno – In questo campionato ho gareggiato con tre da 100 e sono arrivato alla finale dei 200 provato. IL tempo è molto vicino all’ 1’43″2 nuotato ai campionati europei di Stettito 2011 ma in quell’occasione avevo gareggiato solo nei 200 e quindi ero più riposato. Ciò significa che il fisico tiene e posso togliermi ancora qualche soddisfazione“. Per Magnini infatti è la quinta migliore prestazione della carriera col costume in tessuto. “Ho avuto due giorni di riposo dopo i 400 stile libero – racconta D’Arrigo – Sono riuscito a qualificarmi alla finale dei 200. Ho migliorato due volte il primato personale. Non ho eseguito uno scarico completo e sono molto soddisfatto delle mie prestazioni“.

Conclusione dei campionati europei da applausi con Luca Dotto (Forestale / Larus Nuoto) in 21″44, Federico Bocchia (Esercito / Parma 91) in 21″17, Filippo Magnini (Team Lombardia MGM) in 21″14 e Marco Orsi (Fiamme Oro / Uisp Bologna) in 20″62 che consentono alla staffetta 4×50 stile libero maschile di conquistare la medaglia d’argento alle spalle della Russia, d’oro in 1’23″36, e avanti al Belgio, di bronzo in 1’24″86. In mattina avevano contribuito alla qualificazione Luca Leonardi (Fiamme Oro) in 21″41 e Federico Turrini (Esercito / Nuoto Livorno) in 22″ netti. “Sono soddisfatto della mia frazione, ma ho sbagliato la virata non uscendo veloce – dichiara Dotto – Il tempo sarebbe potuto essere migliore. Comunque sapevamo che la Russia era superiore a noi e l’argento è una bellissima medaglia per chiudere l’Europeo“. Contento anche Bocchia: “Chiudere con una medaglia è il massimo a cui potevo aspirare. Siamo un bel gruppo e ci siamo divertiti molto“. Sorridente Magnini: “Il tempo di 21″1 dopo un 200 stile libero è il massimo. Questa staffetta gasa. Non hai paura di fare fatica perché sono solo 50 metri. In squadra siamo amici ed è bello vincere insieme“. Stanco e contento Orsi: l’azzurro dei campionati con gli argenti nei 50 stile libero, con la 4×50 mista, con la 4×50 mixed stile libero e con la 4×50 stile libero e con il bronzo nei 100 stile libero. “Sono molto contento dei miei campionati e della squadra che ha risposto bene. Siamo un gruppo unito, competitivo e vengono i risultati. Tutto perfetto“, conclude Orsi con un largo sorriso.

In precedenza Ilaria Bianchi (Fiamme Azzurre / Azzurra 91) – campionessa d’Europa a Chartres in 56″40 e mondiale a Istanbul in 56″13 – si ferma al sesto posto in 57″19. Dà il massimo; nuota bene la prima metà gara ma poi non riesce ad andare in progressione. Vince la svedese Sarah Sjoestroem in 55″78, avanti al bronzo mondiale uscente, la britannica Jemma Lowe in 56″32, e al bronzo europeo uscente, la danese Jeannette Ottesen in 56″42. “L’anno scorso in questo periodo avevo nuotato un secondo in meno - racconta la 23enne di Castel San Pietro – Il ritorno lo facevo volando, ora no. Abbiamo tempo per preparare i campionati in lunga; valuteremo gli errori commessi e proveremo ad arrivare al top in estate“.

Di record in record. Lisa Fissneider (Fiamme Gialle / Bolzano Nuoto) non si smentisce neanche nella finale dei 100 rana che conclude al sesto posto portando il primato italiano sull’ 1’05″28. La 19enne atleta bolzanina, stanziale al centro federale di Verona, ha migliorato tre volte il record italiano dei 50 rana, ritoccato due volte il personale nei 200 e si era qualificata alla finale dei 100 rana migliorando di 11 centesimi il primato italiano “gommato” che aveva stabilito Ombretta Plos il 13 dicembre 2008 ai campionati europei di Rijeka. A circa un secondo il podio targato Rikke Moeller Pedersen. Per la danese 1’04″39 alle spalle dell’ennesima sfida tra la Meilutyte e la russa Efimova questa volta vinta dalla lituana 1’02″92 contro 1’02″96. “Sono felicissima - racconta la Fissneider – Ho concluso i campionati in bellezza. Sono entrata in acqua con tranquillità, solo per divertirmi, cosciente di essere in forma e con la voglia di migliorare ancora e ci sono riuscita“. Entrato col nono tempo, Niccolò Bonacchi (Esercito / Nuotatori Pistoiesi) chiude la finale dei 100 dorso all’ottavo posto e il primato personale di 51″69, 8 centesimi meno di quello segnato nelle semifinali. Dopo la migliore prestazione italiana in tessuto di 23″55 per il quarto posto nei 50 dorso, un’altra soddisfazione per l’azzurro che sottolinea come “abbia acquisito la consapevolezza dei propri mezzi” e sappia “di poter migliorare lavorando sulle capacità dimostrate“. Al titolo il francese Jeremy Stravius in 49″74. Claudio Fossi (Team Lombardia MGM) si piazza al nono posto della finale dei 200 rana in 2’07″31, lontano dal personale di 2’05″90 e dal successo dell’olimpionico Daniel Gyurta, autore di 2’00″72 a 5 centesimi dal suo record del mondo “gommato” e sempre vincente dai campionati mondiali di Roma 2009. “Sono contento di aver partecipato ad una finale così competitiva – dichiara – Mi spiace per il tempo ma è tutta esperienza per il prosieguo della mia carriera”. Non riesce a migliorare il tempo delle semifinali, ma certamente non era facile. Erika Ferraioli (Esercito) si piazza decima nella finale dei 100 stile libero in 24″54, sei centesimi peggio del 24″48 nuotato in semifinale e secondo crono italiano all time. Per la 27enne romana si tratta comunque di un’importante conferma ottenuta in una finale dall’altissimo livello tecnico vinta dall’olimpionica olandese Ranomi Kromowidjojo in 23″36. “Questa finale è stata bella perché l’ho vissuta serenamente – racconta la sprinter – Sentivo di non essere brillante come in semifinale. Sono contenta dei miei campionati e di aver raggiunto questo livello“. Piero Codia (Esercito / CC Aniene) non riesce a qualificarsi alla finale dei 50 farfalla, perdendo lo spareggio con il polacco Konrad Czerniak, ma stabilisce il primato italiano con il tempo di 23″15, migliorando i personali di 23″37 e 23″26 nuotati nei turni precedenti e abbassando la migliore prestazione in tessuto di 23″22 di Matteo Rivolta (17 novembre 2013 a Legnano) e il record italiano “gommato” di 23″21 di Marco Belotti (21 dicembre 2009 a Civitavecchia). “Sono contentissimo di essere cresciuto in tutte le prove – dice Codia – Mi spiace solo che il record sia venuto in uno spareggio piuttosto che prima”.

IL BILANCIO DEL DT CESARE BUTINI.La Squadra ha risposto benissimo, cementando un gruppo in un clima sereno e stimolante. Il secondo posto nella classifica per Nazioni rappresenta l’insieme di risultati delle punte e dei giovani, che stanno crescendo avendo come riferimento atleti più esperti come Federica Pellegrini, Filippo Magnini, Federico Turrini ed Elena Gemo. Tra le prestazioni spiccano la medaglia d’oro nei 200 stile libero della Pellegrini, che ha gestito il ritmo della gara con grande capacità interpretativa, le due medaglie nei 50 e 100 stile libero di Marco Orsi, che poi ha spinto ai tre argenti le staffette 4×50 stile libero, mista e mixed stile libero, e le conferme dei giovani Andrea Mitchell D’Arrigo, Gabriele Detti e Stefano Mauro Pizzamiglio, in progresso insieme ai tanti giovani che ormai fanno parte di un progetto partito con i campionati indoor di Chartres 2012 e che hanno contribuito a stabilire 12 record italiani, 11 migliori prestazioni italiane con costume in tessuto e 54 primati personali. Bene anche Filippo Magnini sia in ambito individuale sia per l’apporto in staffetta, così come Luca Dotto. Malgrado il cospicuo numero di medaglie avremmo potuto contare qualcosa in più. Mi riferisco all’assenza di Fabio Scozzoli e alle prestazioni al di sotto delle aspettative di Gregorio Paltrinieri, Ilaria Bianchi e Matteo Rivolta: campioni che per motivi diversi non sono riusciti a garantire l’apporto atteso. Ma la stagione è lunga e siamo certi che i campionati italiani invernali open in vasca olimpica ci daranno riferimenti cronometrici diversi. La risposta complessivamente è stata ottima e dimostra come il movimento stia crescendo assicurando prestazioni di vertice in ambito europeo. Ringrazio i tecnici sociali per il lavoro svolto e li aspetto a Riccione, insieme allo staff tecnico-dirigenziale della Nazionale, per approfondire tutti gli spunti di interesse emersi ai campionati di Herning“.