LUBIANA (Slovenia) - E’ stata vera gloria? In sostanza, tutti i dubbi sul meritato o meno accesso ai quarti dell’Italia, dopo due sconfitte consecutive nella seconda fase dell‘Europeo sloveno, hanno fatto un po’ infuriare il coach azzurro, che reputa il passaggio del turno comunque stra-meritato visti i cinque successi della prima fase e le aspettative iniziali del nostro torneo.

In effetti, vincere contro Russia, Finlandia, Grecia Turchia e Svezia, alla vigilia, era tutt’altro che scontato. Ma non sarebbe neanche granché glorioso, secondo noi, approdare tra le prime otto d’Europa (dove comunque già siamo) con tre sconfitte consecutive nel secondo girone della manifestazione, contro squadre comunque più forti delle prime incontrate, vale a dire Slovenia, Croazia e Spagna. E’ anche vero che, nel caso, l’Italia chiuderebbe le fasi a girone con 5 vittorie e 3 sconfitte, un risultato che è assolutamente positivo e dà adito a sogni di gloria.

Oggi, alle 17.45, affrontiamo proprio gli iberici di Marc Gasol, Fernandez e Rubio, sempre pericolosi, ma un po’ più altalenanti del solito, senza Pau Gasol e Navarro. A ogni buon conto, sono i campioni delle ultime due edizioni. “I due ko con Slovenia e Croazia - dice Simone Pianigiani – paradossalmente testimoniano ancor di più quello che abbiamo fatto. Ma quanti nostri ragazzi hanno giocato una gara davanti a 13.000 spettatori, paragonabile a un playoff di Europlega? Eppure non siamo mai andati sotto di 30, anzi, in corso fino alla fine!“.

E poi ancora: “Ricordate, se dovessero perdere tutte le prossime partite, questi ragazzi sarebbero andati oltre i loro limiti comunque, e entrati tra le prime otto d’Europa. Chi dice che siamo arrivati fino ai quarti solo per merito del successo sloveno sulla Grecia, non è intellettualmente onesto“.

Se oggi l’Italia battesse la Spagna, chiuderebbe al terzo posto il girone F, nella seconda fase dell’Europeo; in caso di sconfitta, sarebbe invece quarta: E ai quarti di finale incrocerà o la Serbia, mercoledì, o la Lituania, giovedì, rispettivamente prime e seconde del gruppo “E”. La sfida con gli iberici non si vedeva più dall’Olimpiade di Atene 2004. Sarà certamente problematico, per la difesa azzurra e per Cusin in primis, fermare Marc Gasol, ma attenzione, perché se gli azzurri si concentreranno troppo sul centro dei Memphis Grizzlies, poi i vari Fernandez, Calderon, Rubio e Claver potrebbero farci “molto male”.