Niente da fare per l’Italia di Simone Pianigiani, che dopo le due imprese contro Spagna e Germania deve arrendersi alla miglior squadra fin qui vista agli Europei basket 2015, ovvero la Serbia di Sasha Djordjevic e Milos Teodosic (101-82). Fantastica la performance dei vicecampioni del mondo, che si prendono la quinta vittoria in cinque partite e, naturalmente, il primo posto nel gruppo B, piazzamento che gli consentirà di affrontare la quarta del gruppo A. L’Italia, da parte sua, ha affrontato questa prova con lo spirito giusto, riuscendo a restare in scia all’avversario per oltre metà gara, salvo poi mollare gli ormeggi negli ultimi 15′ di fronte allo strapotere serbo e al mix letale di stanchezza e deconcentrazione. Da segnalare, comunque, le buone prove di Andrea Bargnani (17 punti) e soprattutto di Alessandro Gentile (19).

Come previsto, Pianigiani concede un turno di riposo a Marco Belinelli, mentre Danilo Gallinari è regolarmente in quintetto. Parte subito forte la Serbia, che corre subito sul 6-0, ma l’Italia, come ormai ci ha (ben) abituato in questi Europei, risponde colpo su colpo: e anche dopo che il sublime Teodosic decide di imprimere un’ulteriore accelerata, firmando 14 dei primi 25 punti e lanciando la Serbia a +13 dopo 8’, gli azzurri non mollano, restano lì con la testa e con Aradori e Hackett riescono a ricucire fino al 25-19 con cui si chiude il primo periodo. Una tripla di Melli vale il 10-0 azzurro e il -3, mentre si registra l’esordio in questo Europeo per Amedeo Della Valle, che ci mette poco a festeggiare con una tripla. Bargnani continua a essere coinvolto in difesa come in attacco (8 punti dopo 12’), confermando i progressi già mostrati nelle ultime tre partite, ma un discutibile antisportivo fischiato a Gallinari lancia il break di 13-2 dei vicecampioni del mondo (40-29 al 16’). Le cifre confermano il trend azzurro in questo torneo: percentuali da tre attorno al 50%, mentre si continua a soffrire molto nel pitturato, sia in fase difensiva sia in quella offensiva. Teodosic predica basket – guardare il no look del 47-34 firmato da Bjelica – mentre sul lato opposto il Gallo raggiunge la solita doppia cifra con il gioco da tre punti che vale il 48-40 del 20’.

Ale Gentile prende in mano l’attacco azzurro nel terzo periodo, ben spalleggiato da Cinciarini – 8 punti tutti a firma delle guardie milanesi – ma dietro non si trova la soluzione al rebus Teodosic, che ai punti aggiunge assist visionari grazie ai quali la squadra di Djordjevic vola al massimo vantaggio serbo (63-48 al 24’). Pianigiani richiama Gallo e Bargnani e butta nella mischia Polonara, e l’ala di Reggio risponde presente con quattro punti e una stoppa tona su Nedovic che fa esultare il pubblico sugli spalti. E’ l’ultimo strappo azzurro ma anche, ahinoi, un fuoco di paglia, perché dall’altra parte c’è il miglior lungo perimetrale dell’Europeo insieme al Gallo, ovvero Nemanja Bjelica: tripla più gioco da tre punti, e Serbia che arriva al quarto finale con il match praticamente in ghiacciaia (+15). C’è spazio per la tripla con cui Teodosic lancia la Serbia a +19 (26 punti, 8 assist e +31 di plus/minus) a 6’ dal termine, per poi salutare la contesa tra gli applausi della Mercedes Benz Arena, poi è solo garbage time. Ora bisogna aspettare gli esiti delle altre gare per capire con chi giocherà domenica l’Italia negli ottavi di finale di Lille.