Che sofferenza e che liberazione: 89-82 ai supplementari, l’Italia batte la Germania padrona di casa agli Europei franco/tedeschi, sale a 3 vittorie e 1 sconfitta e passa il turno in un girone, il B, tostissimo, qualificandosi, con una gara d’anticipo, agli ottavi di finale di Lille, in Francia. E adesso andremo a sfidare la Serbia per l’ultimo match della fase di Berlino. Onore agli azzurri, che hanno attributi, cuore, coraggio, ma la squadra di Pianigiani non ha giocato bene, anzi. In attacco ci salva solo e sempre la classe dei singoli, in difesa a tratti si vede qualcosa di buono, spesso invece non si vede nulla, ma resta il fatto che con questo potenziale si potrebbe fare molto, molto di più. Per esempio, muovere di più le difese avversarie e il pallone, sfruttare ogni tanto Bargnani in post basso, se non altro per allagare il campo, utilizzare anche la difesa a zona. Speriamo che il traguardo minimo raggiunto sblocchi l’Italia, perché si può e si deve fare meglio, anche se poi vincere è ovviamente l’unica cosa che conta. Venticinque punti di Gallinari, stanchissimo alla fine (anche 9 rimbalzi), Belinelli male per tutta la partita (0 punti all’intervallo), ma strepitoso nel secondo tempo e soprattutto nel supplementare. Danilo a 4’’ dal termine dei tempi regolamentari ha pareggiato il match sul 76-76 con un tiro da dentro l’arco, il più importante finora dell’Europeo azzurro e probabilmente della sua carriera.

PRIMO TEMPO

L’Italia soffre inizialmente il pick&roll di Schroeder, come previsto, mentre Nowitzki si accende ancora a sprazzi, non è al top. Ma facciamo più fatica in attacco, almeno nei 10’ che aprono il match. Ci salva la classe dei singoli: prima Bargnani, poi Gentile, quindi Aradori, infine si accende anche Gallinari, che come sempre aspetta che siano in compagni a entrare in ritmo prima di mettersi in moto. Morale: siamo sempre sotto, ma chiudiamo in parità il primo tempo, 42-42 con un bel canestro di Hackett su assist di un ottimo Aradori (sei punti importantissimi per lui con due ‘bombe’). Servirebbe però maggior fluidità nella metà campo offensiva: l’Italia si affida soprattutto ai blocchi di Cusin-Bargnani-Melli e poi all’uno contro uno dei suoi campioni, Gentile, Gallinari, Belinelli e al tiro da fuori. Ma si potrebbe provare a ribaltare un paio di volte il lato e muovere di più la palla. La Germania ha due notevoli individualità e poco altro, ma anche fisicità e almeno idee chiare su come attaccare la non impeccabile difesa azzurra. E lo farà bene per tutta la partita.

SECONDO TEMPO

Ci si aspetta un’altra Italia dopo l’intervallo, ma gli azzurri oggi hanno poche energie e ancor meno lucidità. Restano a galla con i nervi e con alcune prodezze dei singoli. La Germania arriva anche al +10 nel terzo quarto, (45-55), ma con un Nowitzki spento e lontano dalla forma migliore di fatto è solo Schroeder a segnare. Preoccupa, però, il fatto che Pianigiani non riesca a trovare un antidoto alle incursioni a canestro del piccolo giocatore degli Atlanta Hawks, visto che fa sempre la stessa azione, ma nessuno lo ferma. Mai una difesa a zona, perché? L’Italia comunque rimonta, trova anche il +1 del vantaggio, ma si soffre fino alla fine. Germania a +3 a una manciata di secondi dall’ultima sirena, Gallinari in lunetta fa ½, così come Schroder. Germania sul 76-74, azione azzurra e a 4’’ dalla fine Gallinari prende la palla dalla sua metà campo, fa tutto da solo e pareggia con un sontuoso palleggio, arresto e tiro dalla media distanza. Fuoriclasse assoluto. Esce l’ultimo tiro tedesco, si va ai supplementari.

OVERTIME

Segna subito Bargnani, risponde Nowtizki. Poi sull’80-80 sbagliano tutti. Squadre stanche, Bargnani e Gentile escono per falli, Pianigiani chiude la partita con Hackett, Cinciarini, Belinelli, Aradori e Gallinari in campo, cioè Danilo da centro. Un rimbalzo in attacco di Aradori (9 in totale per lui, con sei punti e 3 assist, decisivo) vale oro, poi i liberi di Gallinari e una tripla di Marco da San Giovanni in Persiceto ridimensionano una Germania in cui Dirk (14 punti e 10 rimbalzi, ma non è stato un fattore) ha tradito e Schroeder (29 punti, 4 rimbalzi, 7 assist) ha fatto il fenomeno, ma predicando nel deserto. Alla fine, 17 punti per Belinelli e Bargnani, 15 di Gentile. Si va a Lille, ma per sognare urge giocare meglio. Domani battendo la Serbia potremo anche chiudere il girone al primo posto…