Siamo arrivati dove si doveva arrivare per evitare accuse di fallimento: ora bisogna fare il salto ulteriore, quello che questa squadra ricca di talenti NBA non è mai riuscita a fare. Questa sera, alle ore 21, l’Italbasket si giocherà l’accesso alle semifinali degli Europei basket 2015 e, contestualmente, la certezza di approdare almeno al torneo preolimpico, ovvero l’obiettivo minimo della spedizione azzurra in Germania e Francia. Di fronte ci troveremo la Lituania che ci ha eliminato due anni fa proprio ai quarti di finale e che, più in generale, ci ha legnato sette volte su sette nella storia della massima competizione continentale – anche se il duello che più contava, la semifinale olimpica del 2004, l’abbiamo vinto noi a colpi di triple ignoranti. Ma nonostante quello che si configura come un autentico tabù, ci sono diversi buoni motivi per confidare in un ribaltamento del trend.

Innanzitutto, rispetto al 2013, la Lituania ha perso alcuni elementi di primo livello, come i due Lavrinovic e Linas Kleiza, mentre per l’Italia è stato l’esatto contrario, visto che due anni fa non potevamo contare su Bargnani, Gallinari, e nemmeno su Hackett (e non certo su un Gentile a questi livelli). E in Slovenia perdemmo di 4 punti, non fu certo una Little Big Horn. Insomma, i rapporti di forza sono cambiati: non al punto, forse, di considerare gli azzurri come chiari favoriti, ma lo stesso vale anche per Valanciunas e compagni. “Allora pagammo l’extra sforzo che ci permise di arrivare a due soli minuti dalla semifinale nonostante assenze ed infortuni. Quest’anno è diverso“, ha dichiarato lo stesso Simone Pianigiani, “abbiamo confermato di essere tra le squadre più forti d’Europa e meritare rispetto. Vogliamo giocarcela alla pari, e non da outsider: abbiamo giocato e superato un girone difficilissimo”.

Nessuna paura, com’è giusto che sia, ma anche attenzione massima: la Lituania è solo l’11esimo attacco dell’Europeo (noi il secondo), ma anche la quarta miglior difesa, mentre noi addirittura la 21esima – nonché di gran lunga la peggiore sul pick and roll centrale. Inoltre, la stazza dei lunghi lituani, a cominciare dall’unico pro Valanciunas e da Javtokas, e l’eclettismo dell’ex Milano Jonas Maciulis, mai così forte, potranno crearci più di un problema. Molto dipenderà anche dalle condizioni di Andrea Bargnani, uscito malconcio nell’ottavo di finale contro Israele: il fastidio al polpaccio non è grave, ma il dolore potrebbe tenerlo fuori dal match. “Decideranno medici e giocatore“. ha detto il cittì azzurro, “io non forzerò mai un mio giocatore a scendere in campo se non si sentirà del tutto sicuro di poter giocare“. E facciamo finta di non notare il sottile richiamo alla soglia del dolore del Mago, notoriamente distante da quella di un toro furioso.

Nel frattempo, ieri si è delineata anche la prima semifinale. La Spagna di Scariolo ha superato la Grecia per 73-71 al termine di un match epico, grazie al solito monumentale Gasol (27 punti), mentre in serata la Francia ha regolato con più fatica del previsto (84-70) una tenace Lettonia, capace di restare in partita per oltre un tempo, per poi crollare nel terzo periodo.