Non è andata come speravamo tutti all’inizio, ma perlomeno si è evitata la beffa di due anni fa in Slovenia. Grazie alla vittoria per 85-70 contro la Repubblica Ceca, l’Italbasket centra l’obiettivo minimo dei suoi Europei basket 2015 e si guadagna l’accesso al preolimpico della prossima estate e ai tre biglietti per Rio che il torneo metterà in palio. Un match che, in un certo senso, ha acuito ulteriormente i rimpianti per la sconfitta di mercoledì sera contro la Lituania, dovuta più alla straordinaria prova balistica di Maciulis e compagni che a una loro effettiva superiorità: pur sottoritmo, pur senza spingere mai, l’Italia ha regolato senza problemi una squadra che ai quarti aveva fatto soffrire per 35′ la formidabile Serbia, dimostrando di valere più del 5-6 posto con cui passerà agli archivi la sua avventura europea.

Come ampiamente prevedibile, la gara ha faticato a decollare. Troppo il rammarico per l’occasione mancata contro i lituani, troppa la stanchezza per l’ottava partita in una dozzina di giorni. Paradossalmente, questa è anche la partita psicologicamente più complicata dell’Europeo: si è obbligati a vincere, ma la posta in palio (pur preziosa) non pareggerà mai la delusione per l’obiettivo principale svanito qualche ora prima. L’andamento del primo tempo ricalca quello della sfida contro la Lituania, almeno dal punto di vista del punteggio, con le due squadre sempre vicine e mai in grado di produrre lo strappo decisivo, ma è l’unica similitudine tra due sfide agonisticamente poste su due pianeti distinti. La Repubblica Ceca viaggia come sempre sulll’asse play-pivot: Satoransky e Vesely ci fanno male a ripetizione, ma fortunatamente attorno a loro c’è poca roba di cui aver paura.

L’Italia chiude avanti di 5 punti all’intervallo lungo, poi decide finalmente di elaborare il lutto passato e di concentrarsi sul presente. Sono Bargnani (21 punti finali per il Mago) e Gallinari (15) a ingranare la marcia giusta: i due pro segnano 16 punti consecutivi nella prima metà del quarto, lanciando i nostri al +17, che nel finale di periodo due triple di Belinelli trasformeranno nel +20 che seppellisce di fatto la contesa. I cechi provano a rientrare (-13a 6’30 dalla fine), ma l’Italia controlla senza patemi. Finisce 85-70, il traguardo minimo è stato raggiunto, chissà quando verrà raggiunto qualcosa in più del “minimo”. Ieri Gallinari ha detto testualmente: “Mi sono rotto le palle di perdere“. Non ha certo perso lui, miglior azzurro per distacco nella competizione, ma ci sentiamo di condividere il suo pensiero.