Un’Italia da impazzire, e forse da non credere, batte la Spagna per 105-98, al termine di una delle più entusiasmanti partite viste fin qui agli Europei basket 2015, e si rilancia clamorosamente nel gruppo B. Straordinaria la prova collettiva degli azzurri di Pianigiani contro la squadra che ha dominato a lungo l’Europa (e non solo) nell’ultimo decennio, ma è impossibile non esaltare le prove individuali di Danilo Gallinari – imperiale su Mirotic in difesa e inarrestabile in attacco (29 punti, 11 falli subiti e 6 assist) – e di Marco Belinelli, l’uomo che ha spezzato in due il match con un clamoroso terzo periodo da 17 punti (saranno 27 alla fine), dopo averne realizzati appena 2 nei primi 20’. Bene anche Bargnani, 18 punti.

Si capisce sin dalla palla a due che, rispetto a quella ammirata (si fa per dire) nelle prime due uscite, l’Italia della Mercedes-Benz Arena di Berlino è una squadra radicalmente diversa nello spirito. Simbolo di questo cambiamento è Andrea Bargnani, che da enigma si trasforma finalmente in quello che avrebbe sempre dovuto essere in tutta la sua carriera, visto le doti che la natura gli ha generosamente assegnato, ovvero un fattore dietro e un killer davanti: i compagni lo cercano scientificamente e lui li ripaga con 10 punti nel solo primo quarto, ma è in difesa che si fa apprezzare per il lavoro fisico su Pau Gasol. Certo, poi ci sono gli avversari, e quando si chiamano Gasol, Mirotic, Rodriguez o Fernandez non puoi sperare di uscirne completamente illeso: la differenza si fa sentire soprattutto nel pitturato, da dove arrivano 26 dei 45 punti realizzati dagli spagnoli nel primo tempo (chiuso 45-42, dopo che l’Italia era stata avanti anche di 5 lunghezze) contro i 10 italiani, e dal contributo delle due panchine (18 a 9 al 20’). Inoltre, nonostante il solito monumentale Gallinari (14 punti nel primo tempo) il buon contributo di Gentile e Aradori (7 a testa), gli azzurri devono fare i conti non solo con l’assenza concreta di Datome, ma anche con la condizione non brillante di Belinelli, in dubbio fino all’ultimo e autore di una prova mediocre e ricca di forzature (1/6 al tiro).

Questo, ovviamente, per ciò che riguarda il primo tempo. Perché il Belinelli che emerge dagli spogliatoi è qualcosa che ancora non avevamo visto in questa rassegna continentale, un uomo in missione per conto di Dio o chi per lui. La guardia dei Kings è il firmatario del break azzurro che taglia la partita, con 11 punti segnati nel 2-15 con gli azzurri mettono le mani alla gola del match per non mollare più la presa fino alla fine. La Spagna ci prova, ovviamente, e lo farà fino alla tripla di Llull che vale il -5 a una manciata di secondi dal termine, ma questa sera le furie rosse sono interamente aggrappate all’immensa mole dell’immenso Gasol – 34 punti e 10 rimbalzi – mentre poco hanno tratto dagli altri fenomeni della banda. L’Italia soffre, sbraccia e annaspa ma trova sempre il modo di rispondere alle sberle: San Emeterio segna cinque punti in fila a inizio quarto periodo? Gallinari replica con due triple consecutive; Fernandez si sveglia e riporta la Spagna a -10? Altra tripla di Belinelli (saranno 7/8 nei 20′ finali). Bargnani e Cusin finiscono fuori con largo anticipo per falli? Pianigiani ributta nella mischia Melli e Gentile, e i due (ex) ragazzotti firmano le giocate che chiudono di fatto i conti, con un rimbalzo offensivo a testa e quattro punti per Ale, che lanciano l’Italia a +12 quando sul cronometro mancano meno di 90 secondi. La lotteria dei liberi non premia Scariolo, finisce 98-105, i fenomeni sono caduti: l’Italia ora torna prepotentemente a sognare qualcosa di più di un semplice passaggio del turno. Domani tocca alla Germania.