LUBIANA (Slovenia) - Un pizzico d’amaro in bocca, proprio poco, ci rimane comunque. Perché l‘Italia di Pianigiani, come del resto aveva sempre fatto finora in tutte le precedenti 8 partite disputate, anche in quelle perse, se la gioca fino alla fine con i lituani più alti, più forti e più tecnici, recupera dal -10 del primo quarto fino al più 3 del terzo e poi ancora dal -14 a 4′ dalla sirena fino ad avere la palla del -3 tra le mani, purtroppo persa da Pietro Aradori. Ma alla fine deve alzare bandiera bianca, nei quarti di finale dell’Europeo sloveno, contro l’ex formazione dell‘Unione Sovietica e dare così addio alla zona medaglie. Morale: vincono i più forti, sì, ma si poteva fare contro una Lituania non irresistibile e… ce l’avevamo quasi fatta! Detto questo, ovviamente, resta ancora il mondiale da conquistare e resta un Europeo comunque magnifico, in cui non centriamo la zona podio pur con 6 vittorie e tre sconfitte e dopo aver superato Russia, Turchia, Grecia e Spagna. 

Foto sito ufficiale FIBA.

Finisce con la settima sconfitta in sette partite giocate contro i lituani nella fasi finali dell’Europeo, l‘Italia si arrende a Lavrinovic e compagni 81-77, al termine di un match strano, ricco di parziali, in cui i nostri avversari, stra-favoriti, ci hanno messo sotto subito all’inizio, ma in cui l’Italia ha saputo ancora una volta reagire, fino a trovare il primo vantaggio (40-41) a inizio terzo periodo (chiuso poi sul +1 per gli azzurri), per subìre poi un parziale (decisivo) di 15-0 a inizio quarto periodo che ci ha definitivamente tagliato le gambe, nonostante l’ennesima rimonta finale e la chiusura a -4. Peccato. Davvero peccato, ma ovviamente grazie agli azzurri e allo staff italiano per le emozioni regalate finora. E non è ancora finita.

Resta da sottlineare ancora una volta il carattere infinito di questa squadra italiana, che è stata quasi sempre sotto nel punteggio, almeno dal 2-0 iniziale fino al 40-41 di inizio terzo periodo, ma davvero non ha mai mollato (non è quindi solo un modo di dire), riaprendo per i capelli tre volte un match che sembrava scontato e pagando a carissimo prezzo il black-out totale di inizio quarto periodo, proprio quando… eravamo passati in vantaggio! La Lituania chiude con il 59,5% da due (25/42), 5/14 da tre, 16/20 ai liberi, 38 rimbalzi (9 in attacco), 19 palle perse, con Kalnietis e Seibutis migliori marcatori (17 punti a testa).

L‘Italia chiude con il 48,9% da due punti (23/47), 6/18 da tre (33,3%), 13/17 ai liberi, 25 rimbalzi (-13 rispetto ai lituani, ma 9 in attacco!), 9 assist, 12 palle perse, Belinelli top scorer dell’intero match con 21 punti (8/17 dal campo), seguito da Gentile a quota 15, Cinciarini a 11, Datome a 10.

Italia-Lituania 77-81 (15-20, 24-18, 19-17, 19-24)
Italia: Aradori 6 (3/7, 0/1), Gentile 15 (3/8, 1/3), Rosselli, Vitali ne, Poeta ne, Melli 2 (1/2), Belinelli 22 (6/10, 2/7), Diener 7 (2/3, 1/2), Cusin 4 (2/5), Datome 10 (2/6, 2/5), Magro ne, Cinciarini 11 (4/6). All: Pianigiani. Ass: Dalmonte, Fioretti
Lituania: Motiejunas 7 (2/4), Kalnietis 17 (7/9, 1/3), Kuzminskas, Lavrinovic D. 9 (3/8, 1/3), Maciulis 13 (3/4, 0/3), Delininkaitis ne, Seibutis 17 (6/8), Kleiza 5 (2/3, 0/2), Lavrinovic K., Pocius 11 (1/3, 3/3), Valanciunas 2 (1/3), Javtokas ne. All: Kazlauskas. Ass: Krapikas, Maskoliunas

Arbitri: Belosevic (Srb), Bulto (Spa), Javor (Slo)

Note – Spettatori: 10.000

E’ stato molto bravo il coach dei lituani, Kazlauskas, a “leggere” ripetutamente le situazioni di gioco e trasformarle il più possibile in vantaggi sull’Italia. Intanto il piano partita si è rivelato perfetto, perché all’inizio ha deciso di ffari cambiare i suoi giocatori su tutti i blocchi, contrariamente a quanto fatto nell”Europeo fino a… ieri, per non concedere nulla ai tiratori azzurri o penetrazioni facili; poi ha cambiato anche su Diener quando il giocatore di Sassari ha infilato sette punti nel secondo periodo, infine è andato anche con il quintetto più basso, per difendere meglio, all’occorrenza. Certo, la sua squadra ha perso ben 19 palloni e forse andava punita di più per questo. La differenza l’anno fatta gli esterni lituani più che i lunghi, anche se come sempre Pocius e compagni hanno vinto comunque di squadra, non con i singoli. L’atletismo di Valanciunas e Kalnietis si è visto, ma solo a sprazzi; in ogni caso, l’ex squadra di Sabonis (presente in panchina) è una compagine con molte frecce al proprio arco.

L’Italia ha cercato di creare il suo gioco, non c’è riuscita nel primo quarto, lo ha fatto a tratti nel secondo e praticamente sempre nel terzo periodo, per poi pagare anche un po’ di stanchezza, una rotazione più corta, la percentuale al tiro da tre, che avrebbe dovuto rimanere attorno al 50% per consentirci di sognare fino in fondo, negli ultimi 10′ di partita. Le penetrazioni di Belinelli, le invenzioni di Datome e Cinciarini, la concretezza, al solito di Cusin su entrambi i lati del campo, l’apporto immancabile di Gentile e Melli dalla panchina ci hanno sempre tenuto in gara, ma onestamente era difficile chiedere di più ai ragazzi di Pianigiani. Che vanno ringraziati. Domani, alle 14.30, contro l’Ucraina di Mike Fratello, si giocheranno la presenza al Mondiale 2014.

Così alla fine il tecnico azzurro: “Ancora una volta sono orgoglioso dei miei ragazzi, perché di nuovo abbiamo mostrato un bel basket, per di più contro una squadra forte come la Lituania. Ora però il mio problema è la gara di domani contro l’Ucraina. Sono sicuro che metteremo in campo la stessa faccia vista stasera e soprattutto la stessa mentalità, ma davvero non so con quali forze affronteremo un impegno per noi vitale per l’accesso al Mondiale dell’anno prossimo. Aver giocato stasera un match così dispendioso e dover tornare in campo alle 14.30 del giorno seguente è uno sforzo incredibile. Ora sono concentrato su questo. Stasera abbiamo cominciato male ma poi siamo rientrati prendendo in mano a tratti l’energia della partita. La stazza dei lituani, nel momento di loro maggiore difficoltà, è stata determinante perché una volta in affanno puoi trovare canestri facili grazie al fisico. Noi non ce lo possiamo permettere e questo ha fatto la differenza”.

LA CRONACA (dal sito FIP) –  Partenza contratta degli azzurri, che subiscono le iniziative lituane e nei primi 5′ minuti vanno sotto 14-6. I centimetri della squadra di Kazlauskas fanno la differenza sotto le plance (la Lituania è la squadra più alta del torneo, l’Italia quella più bassa…) e in avvio le percentuali di tiro non sono le solite. Si prova a stringere le maglie in difesa, ma i padroni del pitturato sono i baltici: con due minuti da giocare nella prima frazione Kalnietis realizza il 20-12. La tripla di Gentile chiude un primo quarto complicato e sicuramente condizionato non tanto dal pittoresco tifo lituano quanto dall’emozione per la posta in palio.

In avvio di secondo quarto il migliore è Diener, che ispira la manovra e realizza punti pesanti (5). La Lituania continua a fare canestro anche da lontano ma i liberi di Gentile certificano che gli Azzurri ci sono, eccome (27-24). E’ un’Italia più convinta, che trova giovamento dalla rapidità di un Diener in costante crescita. Pocius e Seibutis ci spingono ancora in basso (34-26) e il 62.5% dal campo dei giallorossoverdi va anche oltre le medie abituali. Gli Azzurri rimangono in scia con il cuore e con un break di 14-6 lanciato da uno strepitoso Cinciarini e dalla tripla fantascientifica di Belinelli. A riposo il tabellone dice Italia-Lituania 39-40.
La pazienza di girar palla e la ritrovata fiducia spengono gli avversari, resi docili non solo grazie ad una difesa più attenta, ma anche per merito di una ritrovata vena realizzativa. La percentuale dal campo si alza e costringiamo i lituani a 5 palle perse in 10 minuti (per l’Italia solo 4 in ’20). La “faccia giusta” direbbe Pianigiani.

Una magia di Datome porta l’Italia avanti per la prima volta nella partita (41-40) riannodando perfettamente i fili col primo tempo. La Lituania prova a scappare, ma il capitano la tiene a bada con la tripla del 45-44 al 33esimo. La presenza fisica e psicologica degli Azzurri mina le certezze degli avversari, che trovano sempre meno spazi per tramutare la fisicità in punti. Cinciarini chiama a raccolta il pubblico della Stozice Arena, subito dopo aver scritto il nuovo vantaggio Italia (51-50 al 27esimo). In area si duella e ne fa le spese Valanciunas, stoppato due volte da Melli. Gentile ruba palla e va fino in fondo, ma Kalnietis evita la crisi lituana con una tripla che comunque non frena la corsa Azzurra. Andrea Cinciarini è assoluto protagonista del match: energia e punti preziosi con una regia a dir poco illuminante. Con Diener in campo non cambiano le cose, ma l’Italia spreca un paio di contropiedi per allungare ancora. 58-57 Italia a fine terzo quarto.

Fulmine a ciel sereno nell’ultima frazione: in 6 minuti l’Italia non trova la via del canestro, finendo per subire un pesantissimo 15-0 che in pratica è una pietra tombale sul match (72-60). Gli Azzurri hanno ancora forza e gambe per replicare, riemergendo dal baratro con un 6-0 fatto di potenza e sfacciataggine (Belinelli-Aradori-Gentile, 72-64 con 3 minuti da giocare). Non basta perché lo sciagurato avvio di ultima frazione, poi riassorbito in parte con grande sacrificio, è costato davvero caro. La la strada è ancora molto lunga: domani, contro l’Ucraina (battuta dalla Croazia), si gioca per un altro sogno: il Mondiale spagnolo dell’anno prossimo.