LUBIANA  (Slovenia) – Un campionato Europeo ricco di gloria si sta chiudendo in maniera estremamente negativa per l‘Italia di Simone Pianigiani, battuta 58-66 anche dall‘Ucraina di Mike Fratello dopo aver realizzato soli nove punti nell’ultimo quarto, nella semifinale per il 5°/6° posto che valeva soprattutto l’accesso sicuro alla rassegna iridata del 2014. Così, invece, capitan Datome e compagni, che hanno ancora un’ultima chance, dovranno però affrontare, per il 7°/8° posto, domani, la Serbia, e in caso di ulteriore sconfitta sarebbero fuori dal Mondiale spagnolo 2014. Dopo l’esaltazione per l’accesso ai quarti, il morale è sotto i tacchi e soprattutto, lo si è visto in campo, le energie sono ridotte al lumicino, ma non tutto è perso: la formula concede quest’ultima possibilità che bisogna cercare di cogliere.

Appena 16 ore dopo la sconfitta nei quarti di finale contro la Lituania, gli azzurri scendono in campo (in un’Arena Stozice deserta, ma con un centinaio di tifosi italiani) con le pile scariche, lenti con la consapevolezza, però, di non poter prendere l’impegno sottogamba. Un po’ di triple e la precisione di Aradori (nella notte preso di mira sulla pagina facebook della Fip, costretta a cancellare commenti e minacce sul giocatore) portano a piccoli vantaggi (12-5, 22-18) prima che l’Ucraina di con un 7-0 di break torni in vantaggio. Cusin commette subito due falli, Belinelli non è in serata (parte con 0/7 dal campo, finirà con 2/18, 1/11 da due, 1/7 da tre), Gentile sbaglia tiri aperti, solo Datome e Aradori cercando di portare avanti la baracca.

Ucraina avanti 35-34 al 20′, 51-48 al 30′ col 40% dal campo e un mare di palle perse (ben 12) a testimonianza di un approccio alla gara comunque difficile dopo il k.o. della sera prima. Jeter domina e finirà da Mvp, nessuno difende, in attacco si gioca solo con azioni individuali, son tutti stanchi. L’Ucraina trova a -5’34″ dalla sirena 11 punti di vantaggio (59-48), mentre l’Italia continua a combinare disastri e a non segnare mai. Anzi, il primo punto è un 1/2 di Belinelli dalla lunetta. Proprio come la gara con la Lituania. E anche stavolta, nonostante due triple di Melli che cerca di riportare in scia i suoi, la rimonta non c’è: finisce 58-66.

Italia-Ucraina 58-66 (17-13, 17-22, 14-16, 10-15)
Italia: Aradori* 15 (3/7, 2/6), Gentile 10 (3/7, 1/4), Rosselli ne, Vitali ne, Poeta ne, Melli 8 (1/2, 2/2), Belinelli* 7 (1/11, 1/8), Diener 2 (1/2, 0/1), Cusin*, Datome* 11 (1/2, 3/9), Magro 2 (1/1), Cinciarini* 3 (0/2, 1/2). All: Pianigiani. Ass: Dalmonte, Fioretti
Ucraina: Pustozvonov 8 (4/4, 0/1), Jeter* 20 (6/11, 1/5), Mishula 8 (1/3, 2/2), Gilebov ne, Gladyr* 5 (1/4, 1/4), Lypovyy* 4 (1/1 da tre), Natyazhko* 6 (2/4), Zabirchenko 3 (1/2, 0/3), Korniyenko* 3 (1/5, 0/1), Zaytsev 3 (1/3, 0/1), Pustovyi ne, Kravtsov 6 (2/5, 0/1). All: Fratello. Ass: Hill

Arbitri: Arteaga (Spa), Dozai (Cro), Nuran (Tur)

Tiri da due Ita 11/34, Ucr 19/41; tiri da tre Ita 10/32, Ucr 5/20; tiri liberi Ita 6/10, Ucr 13/19. Rimbalzi Ita 44 (8 Melli), Ucr 40 (6 Kravtsov, Korniyenko, Gladyr). Assist Ita 11 (4 Cinciarini), Ucr 8 (4 Jeter).
Usciti 5 falli: Melli

Note – Spettatori: 1000-

Semifinali 5°-8° posto
Slovenia-Serbia 92-74
Ucraina-Italia 66-58

Finale 5°-6° posto
Slovenia-Ucraina (sabato 21 settembre, ore 21.00)

Finale 7°-8° posto

Serbia-Italia (sabato 21 settembre, ore 21.00)

LA CRONACA DAL SITO FIP – Dopo due minuti senza canestri le triple di Cinciarini e Datome aprono le ostilità: in un clima surreale e davanti a nemmeno 1.000 spettatori, gli azzurri si portano subito avanti approfittando degli errori avversari (8-5 a metà frazione). Dominiamo a rimbalzo (12-6 nei primi 10’) e Aradori è tra i migliori in campo con 6 punti personali sui 2 di squadra al settimo minuto (12-5). La bomba di Lipovyy e l’affondo di Jeter rimettono l’Ucraina in carreggiata almeno fino al nuovo strappo con le triple di Melli e Gentile. Il primo quarto si chiude 17-13 Italia.

Ritmi bassi anche in avvio di seconda frazione, con gli azzurri che fanno fatica a cambiare ritmo per via del dispendioso Quarto di Finale giocato nemmeno 15 ore fa. Dopo un piccolo break l’Ucraina rientra e passa in vantaggio al 14esimo (25-24), ma il sorpasso dura poco grazie, ancora una volta, a Pietro Aradori, che da dietro l’arco cementa il 5-0 che vale il +5 (30-25) quattro minuti prima dell’intervallo. Squadra ostica e spigolosa soprattutto per via dei centimetri a disposizione (i tre falli di Cusin gettano Magro nella mischia) l’Ucraina rientra di nuovo, costringendo per l’ennesima volta gli azzurri a ritessere la tela. La sirena arriva con i gialloblù in vantaggio 35-34. La stanchezza azzurra si traduce in 8 palle perse in 20 minuti e soprattutto nello 0 alla casella tiri liberi.

Jeter e Natyazhko spingono l’Ucraina avanti ma si accende subito Belinelli, che con i primi 5 punti della sua gara impatta 39-39. Si viaggia sull’equilibrio e sono i dettagli a fare la differenza: entrambe le squadre cercano lo spunto giusto per prendere in mano l’inerzia, la scintilla che può dare il via al parziale, ma non è mai l’occasione giusta. Al 25esimo l’1/2 dalla lunetta di Gentile (primi liberi Azzurri del match) segnano 43-42 per un’Italia che le prova tutte. Sorpassi e controsorpassi continuano ad essere la trama della contesa. Kravtsov costringe Cusin al quarto fallo; al suo posto ancora Magro, che realizza i primi 2 punti della sua carriera azzurra. All’ultimo mini intervallo Italia ancora sotto 48-51.

Di male in peggio nei primi due minuti dell’ultimo quarto, con l’Italia che non riesce più a trovare la via del canestro e con il fallo tecnico fischiato alla panchina azzurra. Il risultato è +5 Ucraina (53-48 al 33esimo). Sembra di rivivere l’incubo lituano: il parziale avversario si allarga fino al 9-0 (-11) prima che il libero di Belinelli tenga accesa la speranza con 5 minuti pieni da giocare. La tripla di Melli è ossigeno ma Jeter ci punisce ancora (63-53 al 37esimo). Ancora Melli da dietro l’arco e Aradori per il -5 (63-58) con 1’14” sul cronometro. Rubiamo un pallone prezioso, ma Korniyenko stoppa Cinciarini e con lui le residue velleità azzurre di vittoria.

Si torna in campo domani alle 21.00 contro la Serbia. In palio, ancora una volta, l’accesso al Mondiale di Spagna 2014.