LUBIANA (Slovenia) – Per la prima volta nella sua storia (e con pieno merito), la Francia ha conquistato la medaglia d’oro agli Europei di basket 2013 sloveni, battendo in finale 80-66 la Lituania, che nei quarti aveva giustiziato gli azzurri di Pianigiani. MVP del torneo, ovviamente Tony Parker, play dei San Antonio Spurs.

Nulla da fare, invece, per l’Italia, che perde contro la Serbia 76-64, finisce ottava e vede svanire la possibilità di qualificarsi al Mondiale di Spagna 2014. Gli Azzurri, allo stremo delle forze dopo tre partite in tre giorni, lottano come leoni, ma pagano a caro prezzo il 27-11 subito nel primo quarto. Con il solito cuore e la solita grinta, l’Italia le prova tutte per rientrare, ma non va mai oltre il -8. L’EuroBasket Azzurro si chiude dunque all’ottavo posto ed è un risultato impensabile alla vigilia. L’Italia torna tra le grandi d’Europa dopo aver battuto potenze come Russia, Turchia, Grecia, Spagna ed aver tenuto testa a Slovenia, Croazia, Lituania e Serbia. Un’altra estate col segno positivo per un gruppo con buone prospettive di miglioramento.

Voglio innanzitutto ringraziare la squadra e lo staff per il grande lavoro fatto – dice il CT Simone Pianigiani – perché in più di due mesi assieme abbiamo lavorato duramente in un’estate da incubo. Era incredibile alla vigilia anche solo immaginare questo risultato e strada facendo non ci siamo mai abbattuti, anche quando perdevamo un giocatore ogni settimana. Abbiamo lottato alla pari con grandi Nazionali, in alcuni casi battendole ma comunque arrivando sempre alla fine in piena partita. Tutto questo fa esperienza e non vanifica, ma anzi impreziosisce, il percorso costruito finora e le buonissime cose fatte lo scorso anno. Siamo dispiaciuti perché volevamo qualificarci per il Mondiale dell’anno prossimo ma devo solo dire grazie ai ragazzi che sono andati costantemente oltre i propri limiti. Ora vogliamo e dobbiamo proseguire la strada imboccata perché vogliamo tornare al più presto a giocare questo tipo di gare in contesti di così alto livello. Molti dei miei giocatori erano alla prima esperienza di questa portata e per competere dovevamo fare qualcosa di straordinario: l’abbiamo fatto entrando tra le prime otto Nazionali d’Europa. Credo molto nel lavoro che abbiamo impostato con la Federazione e già da oggi si riparte per migliorare ancora. Il mio lavoro inizia oggi”.

Così il presidente FIP Petrucci: “Tutti pensavano, venti giorni fa, che saremmo usciti al primo turno, e invece siamo nelle prime otto d’Europa. E’ il frutto del lavoro di Simone Pianigiani che con il contratto di CT a tempo pieno diventa il nostro seminatore per crescere in tutti i settori della nostra pallacanestro. Restituiamo ai club giocatori sicuramente migliori. Voglio ringraziare il capitano Stefano Mancinelli, che nonostante l’infortunio, è rimasto con noi, Travis Diener che si è inserito in questo gruppo, tutti gli azzurri e tutto lo staff. Straordinari in tutti i settori: in due mesi di vita insieme mai un dissapore. Giocatori e staff li ho visti commossi a fine partita e questo ci spinge a chiedere con maggior forza la wild card per il campionato del mondo del prossimo anno in Spagna. Sicuramente ci saranno dei risvolti economici e finanziari, sicuramente la concorrenza sarà tanta vista che come noi sono escluse nazioni cestisticamente importanti come Grecia, Russia, Turchia, ma è anche vero che noi, con questo ottavo posto, possiamo vantare meriti sportivi più alti, siamo i primi dei non eletti e complessivamente, con tutti i risultati positivi della Nazionale femminile e di quelle giovanili, siamo quinti nel ranking di FIBA Europe. Vorra dire qualcosa o no?.

Pronti via e i serbi se ne vanno, trovando con continuità il canestro mentre l’Italia sul fronte opposto si regge sulle triple di Datome. Riusciamo in un primo momento a contenere il punteggio, ma non Krstic, che con 7 punti personali scrive il 17-10 a metà frazione. Servono forze fresche: Pianigiani pesca Vitali, Gentile e Melli ma gli Azzurri finiscono comunque sotto 24-10. La ferita si allarga e il 12-1 degli ultimi minuti del primo quarto chiude la frazione 27-11. Un avvio da incubo per l’Italia, che colleziona solo un 4/19 dal campo e raccoglie 5 rimbalzi contro i 15 dei serbi.

Il buio dura ancora per due minuti e mezzo, ma di colpo si comincia, lentamente, a carburare. Dal -19 (30-11) il cuore Azzurro pulsa fino al -9 grazie ad una difesa più dura e ai punti di Datome e Gentile (32-23 con 12-2 di parziale). E’ un’Italia rinata, che costringe i serbi a faticare e li tiene a secco per ben 4 minuti. I contorni del punteggio si “normalizzano” e la partita torna ad essere giocabile. Il gap è ancora lontano dall’essere riassorbito (36-25 al 18esimo) ma quantomeno c’è luce negli occhi degli Azzurri. Sul più bello la tripla di Micic è uno schiaffone e da lì non ripartiamo più fino alla sirena dell’intervallo: 41-27.

L’episodio che può cambiare le cose arriva dopo 2 minuti dal rientro sul parquet: Bjelica prova dalla distanza, il pallone sta per entrare ma esce incredibilmente, aiutato dalla strana traiettoria e dal ferro. Dalla parte opposta arrivano le triple di Belinelli (primi punti della sua partite) e di Datome. Siamo ancora vivi (44-35). Ci illudiamo di poter cogliere l’abbrivio ma arriva puntuale il 5-0 serbo a riportarci con i piedi per terra. Tutto da rifare a 5 dalla fine del quarto (49-35). Senza perdersi d’animo, gli Azzurri continuano a crederci e restituiscono il 5-0 agli avversari per l’ennesimo -9 (49-40), colonne d’Ercole che neanche stavolta riusciamo a superare perché le due triple consecutive di Nedovic e Markovic sono batoste durissime. 55-44 è il punteggio alla fine del terzo quarto.

L’inseguimento continua negli ultimi 10 minuti, cominciati dagli Azzurri in maniera totalmente diversa da quanto visto con la Lituania e con l’Ucraina. Si torna al fatidico -9 (60-51) ma anche stavolta non si riesce a fare meglio. A 5 minuti dalla fine del match l’Italia deve recuperare, ancora una volta, 9 lunghezze (62-53) ma stavolta il libero di Datome cambia le cose (62-54). E’ però la serata dei serbi, che immediatamente si rialzano con le bombe di Kalinic e Markovic, frustrando ogni tentativo di rimonta con un 8-0 complessivo che in pratica chiude la gara (70-54). Naturalmente non si molla fino alla fine, ma è la Serbia a conquistare l’ultimo posto disponibile per il Mondiale 2014. L’Italia chiude il suo ottimo EuroBasket all’ottavo posto.

Italia-Serbia 64-76 (11-27, 16-14, 17-14, 20-21)
Italia: Aradori* 3 (0/4, 1/2), Gentile 14 (2/6, 1/4), Rosselli ne, Vitali (0/1, 0/1), Poeta, Melli 1 (0/1 da tre), Belinelli* 8 (1/7, 2/6), Diener, Cusin* 8 (3/3), Datome* 19 (2/5, 4/6), Magro ne, Cinciarini* 11 (3/9, 1/1). All: Pianigiani. Ass: Dalmonte, Fioretti
Serbia: Nedovic* 12 (3/7, 2/5), Krstic Nem. ne, Micic 8 (1/4, 2/2), Bogdanovic* 7 (1/2, 1/2), Bjelica*12 (2/3, 1/5), Markovic 12 (1/1, 2/3), Kalinic 3 (0/1, 1/1), Gagic, Krstic Nen.* 17 (8/14, 0/1), Andjusic (0/1), Katic, Stimac 5 (2/2). All: Ivkovic. Ass: Kesar

Arbitri: Lottermoser (Ger), Ryzhyk (Ucr), Bulto (Spa). Tiri da due Ita 11/35, Ser 18/35; tiri da tre Ita 9/21, Ser 9/19; tiri liberi Ita 15/20, Ser 13/20. Rimbalzi Ita 26 (5 Cinciarini), Ser 42 (10 Bjelica). Assist Ita 12 (6 Cinciarini), Ser 15 (4 Nedovic, Bogdanovic).
Usciti 5 falli: Cinciarini