LUBIANA (Slovenia) - La Lituania, prossima avversaria azzurra agli Europei, evoca dolci ricordi più o meno recenti, uno su tutti, ovviamente, la semifinale olimpica di Atene 2004, vinta con una delle partite più belle mai giocate dalla Nazionale italiana. La Nazionale di Basile, di Galanda, di Pozzecco, di Marconato ecc. ecc.. Ecco, gli azzurri, però, non battono la formazione dell’ex Unione Sovietica dal quel match, ma non la incontrano nemmeno dal 2007 (foto sito ufficiale FIBA)

Sarà l’ultima sfida dei quarti di finale, la quarta (oggi Serbia-Spagna, alle 17.30, e Slovenia-Francia, alle 21, domani Croazia-Ucraina alle 17.45), e andrà in scena alle 21 di giovedì 19 settembre. I lituani sono forti, alti, molto fisici e trattano comunque bene la palla, hanno una panchina lunga e di qualità e restano favoriti. Ma non sempre giocano come dovrebbero/potrebbero, e hanno grande pressione addosso, perché una Nazione intera vive per loro e si aspetta l’oro da questo torneo continentale. Sfrutteranno il pick&roll tra piccoli e lunghi, la loro superiorità a rimbalzo (hanno una media di 39,5 a partita, contro i 34,9 dell‘Italia), in generale potranno farci molto male sotto canestro. Ksistof e Darjus Lavrinovic, Jonas Valanciunas (centro 21enne che gioca in NBA, nei Toronto Raptors), Robertas Javtokas e Donatas Motiejunas sono tutti sopra i 210cm, noi possiamo contrapporre il solo Cusin a queste altezze (211). E allora? Siamo spacciati in partenza?

No, affatto. Perché la velocità, l’organizzazione difensiva, il tagliafuori a rimbalzo e le percentuali di tiro da tre saranno l’ago della bilancia della partita azzurra, armi importanti per contrastare la forza d’urto lituana. Quindi: capitan Belinelli e compagni non dovranno andare troppo sotto a rimbalzo (facile a dirsi, certo, ma con la Spagna è successo e con la Russia ne abbiamo catturati più noi…), possibilmente sperare/trovare una serata al tiro da fuori simil-Turchia (11/19, 58%) e soprattutto non forzare in attacco. La chiave del nostro gioco è perimetrale, passa dal tiro di Aradori, Belinelli, Gentile e Datome, ma resta fondamentale comunque alternare penetrazioni a tiri, quindi attaccare comunque il canestro, sfruttare il pick&pop, muovere la difesa avversaria possibilmente con un paio di ribaltamenti di lato ad azione (almeno uno), allargare il più possibile il campo, sfruttare la velocità sui lunghi avversari che saranno pure più alti, ma certo non sono più mobili di noi. E l’Italia può farlo.

La squadra più piccola deve sfruttare l’arma tecnica e dinamica, quindi controllare bene il pallone, tirare meglio ed essere più veloce della squadra più lunga, che necessariamente sfrutterà potenza e centimetri vicino a canestro. Certo, come noi, la Lituania non si basa su un solo uomo in attacco (il top scorer è il play Kalnietis che non arriva a 10 punti a partita), ha quindi un gioco corale come il nostro e sa difendere bene, ha concesso finora 66 punti agli avversari, col 38% al tiro. Ma l’Italia è giusto la squadra che tira meglio da fuori, 40% (50/145), e ha nel suo capocannoniere, Alessandro Gentile, un giocatore tuttofare, capace di tirare e penetrare (14,6 punti per gara e miglior tiratore di liberi dell’intero Europeo, con 25 su 27, 92,5%).

Vincendo, l’Italia entrerebbe in semifinale e dunque in zona medaglie e in più si  garantirebbe l’accesso sicuro ai Mondiali del 2014.

Or dunque: difficile, diffilissimo. Ma non impossibile. E comunque vada, applausi per tutti.