Da un po’ di tempo a questa parte, Sepp Blatter e Michel Platini se le suonano con gran fervore: comprensibile, dal momento che parliamo del boss del calcio mondiale e di colui che probabilmente è destinato a fargli le scarpe. L’impressione, tuttavia, è che la cosa stia iniziando a sfuggir loro di mano, almeno a giudicare dall’ultimo affondo di Blatter nei confronti del presidente UEFA sulle pagine del magazine tedesco Kicker:

Euro 2020 in 13 paesi? Un’idea senza anima e senza cuore. Un torneo giocato in una sola nazione crea identità ed euforia, pensate ai Mondiali di Germania del 2006. Una volta ho detto a Michel Platini che il colonnello Gheddafi aveva presentato un piano simile per la candidatura ai Mondiali 2010. Gheddafi voleva che ognuna delle 53 nazioni africane ospitasse almeno una partita, con la finale da disputarsi in Sudafrica: credeva molto in questa idea, ma io gli ho risposto che era irrealizzabile e fuori discussione. Dunque l’idea di Platini non è nemmeno originale”.

Blatter ha probabilmente ragione, quando fa riferimento allo scarso fascino di un Europeo itinerante, e senza dubbio il fatto che la stessa idea sia venuta anche a un personaggio del calibro del fu Muammar il Libico (foto by InfoPhoto) non depone a favore della creatività di Platini. Ma il paragone risulta comunque ingiurioso e vagamente vigliacco. Anche perché, giova ricordarlo, la formula zingara è stata adottata per evitare altri bagni di sangue economici.