Nel match per le qualificazioni agli Europei di Francia 2016 a Sofia la Nazionale azzurra non riesce ad andare al di là del 2-2 contro una Bulgaria tutt’altro che temibile ma estremamente attenta e ordinata. E a conti fatti il pareggio all’Italia va pure bene visto che a meno di dieci minuti dalla fine si era ancora sotto di 2-1 con la nazionale bulgara che, solo al culmine di una prestazione calibrata e conservativa, ha incominciato a mostrare la corda. La sontuosa rete di Eder, guarda caso un oriundo, messo in campo da Conte al posto di uno spento Zaza al quarto d’ora della ripresa, ha quindi riequilibrato le sorti dell’ennesima uscita non convincente da parte degli Azzurri, ponendo anche un po’ al riparo da quella pioggia di critiche che attendeva solo il momento buono per rovesciarsi sul lavoro di Antonio Conte.

Ancora (e sempre) polemiche. Critiche e polemiche che peraltro hanno preceduto a partire da qualche settimana fa il match Bulgaria-Italia. Si era partiti dalla questione degli oriundi sollevata da Roberto Mancini e mal digerita da Conte per poi incappare nella querelle tra la Juventus, nella persona di John Elkann, e il c.t. azzurro sui metodi di allenamento adottati dal tecnico ex juventino approdato in nazionale in seguito all’infortunio di Claudio Marchisio (che ha poi generato un caso nel caso a causa della differenza diagnostica rilevata dagli staff medici della Fgic e della Juventus). Clima teso alla vigilia che ha finito col rispecchiare un certo nervosismo anche in campo dove si è vista un’Italia dall’approccio mentale tutt’altro che sereno.

L’Italia non s’è desta. Il vantaggio immediato degli Azzurri ha dato subito l’illusione di poter agevolmente controllare e gestire un match in discesa. Naturalmente così non è stato perché non tutti i tasselli del mosaico di Conte si sono dimostrati giusti nel posto giusto. Innanzitutto il furor col quale era iniziata la gara ha ben presto lasciato il posto ad attimi di autentica confusione nei quali la Bulgaria, nel giro dei 10 minuti nei quali ha trovato il gol del pareggio con Popov e del subitaneo vantaggio con Micanski, 1-2 micidiale, ha fatto – per dirla con Elio e le storie tese – ballare il “pippero” alla nostra retroguardia. Questo tanto per dimostrare una volta di più che la difesa a tre – benché meravigliosamente funzionale e funzionate in patria – in campo internazionale non è proponibile. In assenza di Pirlo e/o Marchisio, Verratti non è ancora maturo per pilotare in cabina di regia, ma a centrocampo non hanno funzionato molto neppure Bertolacci e Candreva: troppo scollamento tra i reparti con Zaza sheggia impazzita e Immobile troppo solitario là davanti. La Bulgaria di Penev si è limitata al minimo sindacale ma quel minimo lo ha fatto davvero bene: vantaggio acquisito e tutti immediatamente dietro la linea della palla a difendere compatti. Fortunatamente era solo la Bulgaria.

Allarme Croazia. Un pareggio che fa guadagnare un punto nella classifica del girone H, o forse perderne due nei confronti della Croazia che nel tardo pomeriggio ha annichilito una misera Norvegia per 5-1, nel cammino di avvicinamento a Francia 2016. L’italia ora è seconda a 11 punti davanti alla nazionale norvegese ferma a 9 mentre si attende lo scontro diretto del 12 giugno prossimo proprio contro la nazionale allenata da Niko Kovac, non prima di un test amichevole ma probante contro l’Inghilterra di Hodgson in programma martedì 31 marzo a Torino.