Secondo quanto rivelato da Giancarlo Abete, presidente della FIGC, ai microfoni di RaiSport, dalle prossime stagioni l’UEFA potrebbe apportare un’importante modifica regolamentare all’Europa League: aprire le porte alla Champions League dell’anno successivo per le quattro squadre giunte fino alle semifinali della seconda competizione continentale in ordine di importanza. Una sorta di premio supplementare, insomma, con lo scopo di rendere più appetibile un torneo che molti club (italiani in prima fila) continuano a considerare più che altro un impiccio di cui disfarsi il prima possibile.

D’altra parte, quello che andrebbe modificato è il sistema di ripartizione dei premi in denaro dell’Europa League. Allo stato attuale delle cose, chi approda alla fase a gironi incassa in partenza percepisce un bonus di 1,3 milioni di euro, più premi-partita di 200mila euro per ogni vittoria e 100mila euro per ogni pareggio, e i 5 milioni di euro garantiti alla vincente. Insomma, una squadra che vincesse tutte le partite della competizione guadagnerebbe poco meno di 8 milioni di euro. Per la sola qualificazione ai gironi di Champions League, il premio-UEFA è pari a 8,6 milioni di euro (più 1 milione di euro per ogni vittoria e 500mila euro per ogni pareggio). Ergo, un en plein in Europa League vale meno di sei sconfitte su sei partite nei gironi di Champions League. E non parliamo dei diritti televisivi relativi.