L’annata del rilancio della Genova calcistica rischia di trasformarsi nell’annata della beffa. Dopo il Genoa, la cui licenza UEFA è stata revocata a causa di un ritardo burocratico, anche la Sampdoria potrebbe veder sfumare la partecipazione all’Europa League conquistata sul campo. La causa è da ricercarsi nel punto di penalizzazione che il club blucerchiato patteggiò nel 2012 per il coinvolgimento di un suo giocatore, Stefano Guberti, coinvolto nella vicenda del calcioscommesse (il match in questione era Bari-Sampdoria del 23 aprile del 2011). L’UEFA per il momento si è limitata a chiedere alla FIGC una verifica di secondo grado: in altre parole, la Samp è sotto inchiesta, ma non è ancora stata presa alcuna posizione ufficiale da parte del governo del calcio europeo. In caso di verdetto negativo, ecco che a ridere sarebbe… Roberto Mancini: proprio lui, figlio prediletto della Lanterna blucerchiata, finirebbe per giocarsi l’Europa League con l’Inter al posto del suo club del cuore.

La Sampdoria, naturalmente, non ha alcuna intenzione di mollare facilmente la presa. La sua tesi difensiva si fonda su due punti principali. Il primo: anche il Torino patteggiò un punto di penalizzazione nell’ambito della medesima vicenda, senza per questo essere stato estromesso dall’Europa League della stagione appena conclusa. Il secondo: l’UEFA è tenuta a punire solo la responsabilità diretta del club e non quella oggettiva, e nelle carte federali non esiste alcun riferimento alla presunta responsabilità diretta della Sampdoria. Se le cose dovessero andare male, il club del presidente Ferrero potrebbe comunque rivolgersi al Tas di Losanna, benché le speranze di ottenere giustizia in tempo utile per l’inizio dell’avventura in Europa League (30 luglio) sarebbero ridotte al lumicino. E l’Inter può davvero sperare nel clamoroso ripescaggio.

Peraltro, anche Lazio e Napoli sarebbero sotto indagine da parte dell’UEFA: non vi sono conferme a riguardo, e in ogni caso i due club non rischiano nulla, visto che i loro tesserati coinvolti nella vicenda calcioscommesse (Mauri e Gianello) non hanno subito condanne per illecito sportivo.