Una torta da oltre 200 milioni per 48 bocche: questo, in estrema sintesi, il dettaglio che l’UEFA ha reso noto circa le modalità di redistribuzione dei ricavi previsti relativi all’Europa League 2014-2015 ai 48 club partecipanti. Dei 225 milioni di euro lordi che la federazione prevede d’incassare durante la stagione in corso, il 25% resterà nelle casse per coprire le spese mentre il 75%, ovvero 168 milioni, verrà suddiviso alle varie società; a questi si devono aggiungere altri 40 milioni provenienti dai ricavi della Champions League, grazie ai quali l’intero ammontare lordo da spartire diventa di 208,75 milioni di euro: il 60% verrà versato in pagamenti fissi (125 milioni), il 40% secondo le quote variabili di mercato (83 milioni), a seconda del valore del mercato televisivo di riferimento.

Semplificando: ogni club avrà diritto a un bonus di partecipazione pari a 1,3 milioni di euro, più una quota legata ai diritti di mercato (la Juve, l’anno scorso, ne incassò circa 5), più i premi-partita legati ai risultati sul campo.

I premi-partita saranno così distribuiti: nella fase a girone verranno assegnati 200mila euro per ogni vittoria e 100mila euro per ogni pareggio, più 400mila euro alle prime classificate dei raggruppamenti e 200mila alle seconde; i sedicesimi varranno 200mila euro, gli ottavi 350mila, i quarti 450mila e le semifinali un milione di euro. La vincitrice dell’Europa League porterà a casa 5 milioni di euro, la finalista 2,5 milioni.

In totale, dunque, un club potrà incassare 9,9 milioni di euro, ai quali andrà aggiunta la quota di mercato, che per quanto riguarda le italiane dovrebbe aggirarsi attorno ai 5 milioni di euro. Inter, Napoli, Fiorentina e Torino hanno 15 milioni di buoni motivi in più per provare a raggiungere la finale di Varsavia.

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