Se la Champions ha garantito spettacolo e sostanziose sorprese (l’eliminazione del Barcellona su tutte), anche l’Europa League non ha certo lesinato per quanto riguarda il coté spettacolare e quello dei risultati inattesi. Dopo le gare d’andata dei quarti infatti, forse solo lo Shakhtar Donetsk, che grazie alle due reti messe a segno in Portogallo sembrava oggettivamente il club a più forte rischio qualificazione, perché le altre sfide erano rimaste sostanzialmente in equilibrio, compreso il derby iberico tra Athletic Bilbao e Siviglia, con quest’ultima che aveva espugnato il San Mames.

Lo Shakthar ha rispettato pronostici e aspettative, disintegrando all’Arena Lviv il Braga per 4-0 in un match dominato dagli ucraini dall’inizio alla fine senza che i lusitani potessero mai seriamente entrare in partita. Anche il Villareal ha fatto valere la sua maggior qualità in campo imponendo il suo gioco fatto di possesso palla e fulminee verticalizzazioni e, al contrario di quanto avvenuto al Madrigal all’andata, dove a fronte di un’immensa mole di gioco era riuscita a raccogliere ben poco, a Praga ha addirittura dilagato segnando ben 4 gol con uno dei protagonisti assoluti ancora una volta, manco a dirlo, Bakambu, autore di un’altra doppietta.

I match che hanno riservato le più grandi emozioni però sono stati senza dubbio quelli tra Bilbao e Siviglia e, soprattutto, tra Liverpool e Borussia Dortmund. La grinta, il cuore e l’indomabilità dei baschi hanno mostrato ancora una volta che tali valori possono fare la differenza sormontando anche un ostacolo importante come il fattore casa. Al Ramon Sanchez Pizjuan gli andalusi guidati da Unai Emery sono stati aggrediti, affrontati a viso aperto in un autentico scontro fratricida. I gol di Aduriz e Raul Garcia hanno ribaltato il risultato dell’andata ed è stata una battaglia protrattasi oltre i supplementari. Dal dischetto poi i cecchini del Siviglia hanno avuto la meglio con Beñat che si è fatto parare il rigore decisivo.

Quella tra i Reds e il Dortmund invece è stata una delle partite più incredibili degli ultimi anni. Inevitabile non riandare con la memoria a Instanbul 2005, durante la finale di Champions League tra Milan e Liverpool nella quale gli inglesi ebbero ragione degli avversari in vantaggio di tre reti. Ad Anfield Road è successo di tutto perché nei primi 10 minuti di gioco gli ospiti erano già in vantaggio per 2-0. È stato Klopp a dare la sveglia sbraitando come un forsennato da bordocampo vedendo i suoi statici e addormentati. Il talentuosissimo Origi accorcia le distanze ma Reus fissa il risultato sul 3-1 imbeccato da uno splendido pallone in profondità di Hummels.

Poi la strepitosa rimonta che porta la firma di Coutinho, Sakho e Lovren (al 92′). L’allievo Tuchel non riesce dunque a superare il maestro che gli impartisce probabilmente l’ultima e più severa lezione, quella di crederci sempre fino alla fine senza mollare mai. Il tecnico del Dortmund paga in effetti la sua inesperienza a livello europeo. Imperdonabile infatti il piazzamento della difesa sui calci d’angolo che ha praticamente regalato le due marcature dei due difensori centrali del Liverpool.